Iniziazione alla preghiera (B) 14

 
Come conoscere la propria vocazione?
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Oggi riflettiamo sul problema di come conoscere la nostra vocazione. Premesso che dobbiamo vivere ogni nostro stato di vita come vocazione, cioè come espressione della volontà personale di Dio su di noi, ci domanderemo se è possibile fare una scelta secondo la volontà di Dio.

     Non abbiamo nessun criterio esterno, ma siamo rimandati alla nostra libertà. Dovremo quindi scoprire dei segni che ci indichino la giusta direzione. Segni che si rivolgono alla nostra ragione e al nostro cuore.

     Bisogna inoltre tener conto di un’altra difficoltà. Fra la vocazione e la sua realizzazione si possono infatti frapporre vari ostacoli:
     - per la vita consacrata, ostacoli psicologici o morali
     - per il matrimonio, la non-corrispondenza affettiva
     - per la professione, varie difficoltà oggettive

1 - COME DISCERNERE I SEGNI?
     Raramente i segni si manifestano con evidenza: una persona vede chiaramente che Dio la chiama a uno stato di vita e poi non ne dubita mai. È il caso-tipo della vocazione.

2 - SEGUIRE I DESIDERI PREPONDERANTI

- La volontà di Dio si manifesta a livello naturale, perché la nostra natura è già una prima volontà di Dio. Quindi se non abbiamo altri segni dobbiamo sviluppare la nostra personalità, e seguire lo slancio naturale che ci porta all’amore umano e alla fondazione di una famiglia. I segni saranno:
          * la gioia e la pace
         * il senso di una maggiore unità interiore
Fil 4,4-13: la pace e la gioia sono il clima cristiano normale

- La volontà di Dio si manifesta attraverso attrattive spirituali che spingono all’unione con Cristo e ci fanno capire sempre meglio i valori della vita evangelica.
     L’attrattiva interiore può portare al desiderio di una imitazione di Cristo più letterale e di una partecipazione più completa alla sua missione di Redenzione.

     Di conseguenza l’attrattiva spirituale diminuisce la forza del desiderio naturale e fa accettare la consacrazione totale della vita.

3 - LA SCELTA DELLA FEDE
     Che cosa fare se mancano i segni di carattere affettivo?

- Bisogna costruire la propria vita su una motivazione fondamentale. Non subire la vita come destino, ma considerarla nel suo rapporto di amore a Dio.
     Ogni nostra vita deve essere servizio a Dio e al prossimo per amore.
Lc 17,7-10: invito all’impegno profondo e alla disponibilità nelle mani di Dio.

     Di per sé questa motivazione fondamentale non chiude le altre prospettive: è sempre un atteggiamento di attesa che permette di sfruttare talenti da noi posseduti e di disporsi ad altre eventualità.

- Il senso della vita non può essere determinata soltanto dalla riuscita o meno della nostra vita terrena, ma va contemplato nella prospettiva della vita eterna.
     Questo pensiero è decisivo per la vita cristiana.

Scuola di Preghiera
Scuola di Preghiera Passi scritturistici

Fil 4,4-13
 4Rallegratevi nel Signore, sempre; ve lo ripeto ancora, rallegratevi. 5La vostra affabilità sia nota a tutti gli uomini. Il Signore è vicino! 6Non angustiatevi per nulla, ma in ogni necessità esponete a Dio le vostre richieste, con preghiere, suppliche e ringraziamenti; 7e la pace di Dio, che sorpassa ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e i vostri pensieri in Cristo Gesù. 
8In conclusione, fratelli, tutto quello che è vero, nobile, giusto, puro, amabile, onorato, quello che è virtù e merita lode, tutto questo sia oggetto dei vostri pensieri. 9Ciò che avete imparato, ricevuto, ascoltato e veduto in me, è quello che dovete fare. E il Dio della pace sarà con voi! 
10Ho provato grande gioia nel Signore, perché finalmente avete fatto rifiorire i vostri sentimenti nei miei riguardi: in realtà li avevate anche prima, ma non ne avete avuta l'occasione. 11Non dico questo per bisogno, poiché ho imparato a bastare a me stesso in ogni occasione; 12ho imparato ad essere povero e ho imparato ad essere ricco; sono iniziato a tutto, in ogni maniera: alla sazietà e alla fame, all'abbondanza e all'indigenza. 13Tutto posso in colui che mi dà la forza.

Lc 17,7-10
7Chi di voi, se ha un servo ad arare o a pascolare il gregge, gli dirà quando rientra dal campo: Vieni subito e mettiti a tavola? 8Non gli dirà piuttosto: Preparami da mangiare, rimboccati la veste e servimi, finché io abbia mangiato e bevuto, e dopo mangerai e berrai anche tu? 9Si riterrà obbligato verso il suo servo, perché ha eseguito gli ordini ricevuti? 10Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare».