GIOVANNI 4

COME VIVERE L’AMORE DEL PROSSIMO



Scuola di Preghiera Passi scritturistici

     Noi abbiamo creduto all’amore. Un unico amore riguarda Dio e il prossimo. Meditiamo oggi l’insegnamento della Sacra Scrittura sull’amore del prossimo: come siamo arrivati alla parola di Gesù ”Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri”(Gv 13,34).
     La misura e il modo del nostro amore fraterno sono adesso determinati dall’esempio di Gesù. Ma questo è un punto di arrivo: la rivelazione del grande comandamento è stata graduale. Meditiamo alcune tappe.

1  - “AMERAI IL TUO PROSSIMO COME TE STESSO” (Lv 19,15-18)
    
     Di fronte all’arbitrarietà del trattamento dei vari cittadini, il testo definisce la prima condizione dell’amore vero: agire con giustizia, rispettando l’uguaglianza fondamentale delle persone. Senza giustizia e senza rispetto delle persone, non si può parlare di amore.
     L’amore vero non è solo giustizia esteriore, bensì disposizione del cuore. La misura “amare il prossimo come te stesso”, come nota santa Teresa del Bambin Gesù, è il massimo che si poteva domandare all’inizio. L’amore egocentrico diventa la misura dell’amore al prossimo. Siamo nell’ordine della giustizia.
     Gesù aggiunge due precisazioni:
- Chi è il mio prossimo? Non solo quelli che appartengono al mio ambiente, ma quelli verso cui io mi rivolgo perché hanno bisogno di me (Lc 10,23-35).
     Notiamo come Gesù ha rovesciato la posizione della domanda del dottore della Legge: non più “chi è il mio prossimo, ma ”chi di questi tre ti sembra sia stato il prossimo di colui che è incappato nei briganti?”
- “Amate i vostri nemici” (Lc 6,27-38).
     La misura deve essere traboccante.
     Non solo “ciò che volete gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro”(v. 31), ma ”date e vi sarà dato”(v. 38).

2 - L’UNICO COMANDAMENTO (Mt 22,34-40; 1Gv 4,19-21)

     Tutti gli evangelisti concordano sul punto decisivo dell’insegnamento di Gesù: tutta la vita cristiana si compendia in questo unico comandamento: amare il Padre, amare il prossimo.

     Il comandamento è unico perché amare Dio significa imitare Dio e compiere la sua volontà. Ora la volontà del Padre è tutta tesa verso gli uomini che egli ha creato a sua immagine e di cui ha la massima cura con la sua Provvidenza.

     Per amare il prossimo come vuole Dio, bisogna guardarlo come Dio stesso lo guarda, e cioè come un’infinita pazienza e benevolenza. Nella misura in cui guardiamo gli altri come Dio stesso possiamo trovare gli atteggiamenti concreti che l’amore vero richiede. La direzione sarà sempre la massima benevolenza.
 Questa benevolenza non deve ledere la rettitudine, perché non è carità agire contro la giustizia e contro la rettitudine.

     L’unione vera con Dio implica, come insegna Giovanni, il senso del prossimo. Per noi l’amore concreto verso il prossimo è la condizione e talvolta la porta che ci apre all’amore di Dio.

 

Scuola di Preghiera

Lv 19,15-18
15Non commetterete ingiustizia in giudizio; non tratterai con parzialità il povero, né userai preferenze verso il potente; ma giudicherai il tuo prossimo con giustizia. 16Non andrai in giro a spargere calunnie fra il tuo popolo né coopererai alla morte del tuo prossimo. Io sono il Signore. 
17Non coverai nel tuo cuore odio contro il tuo fratello; rimprovera apertamente il tuo prossimo, così non ti caricherai d'un peccato per lui. 18Non ti vendicherai e non serberai rancore contro i figli del tuo popolo, ma amerai il tuo prossimo come te stesso. Io sono il Signore.

Lc 10,23-35
23E volgendosi ai discepoli, in disparte, disse: «Beati gli occhi che vedono ciò che voi vedete. 24Vi dico che molti profeti e re hanno desiderato vedere ciò che voi vedete, ma non lo videro, e udire ciò che voi udite, ma non l'udirono». 
25Un dottore della legge si alzò per metterlo alla prova: «Maestro, che devo fare per ereditare la vita eterna?». 26Gesù gli disse: «Che cosa sta scritto nella Legge? Che cosa vi leggi?». 27Costui rispose: «Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente e il prossimo tuo come te stesso». 28E Gesù: «Hai risposto bene; fa’ questo e vivrai». 
29Ma quegli, volendo giustificarsi, disse a Gesù: «E chi è il mio prossimo?». 30Gesù riprese:
«Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e incappò nei briganti che lo spogliarono, lo percossero e poi se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. 31Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e quando lo vide passò oltre dall'altra parte. 32Anche un levita, giunto in quel luogo, lo vide e passò oltre. 33Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto lo vide e n'ebbe compassione. 34Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi, caricatolo sopra il suo giumento, lo portò a una locanda e si prese cura di lui. 35Il giorno seguente, estrasse due denari e li diede all'albergatore, dicendo: Abbi cura di lui e ciò che spenderai in più, te lo rifonderò al mio ritorno.

Lc 6,27-38
27Ma a voi che ascoltate, io dico: Amate i vostri nemici, fate del bene a coloro che vi odiano, 28benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi maltrattano. 29A chi ti percuote sulla guancia, porgi anche l'altra; a chi ti leva il mantello, non rifiutare la tunica. 30Dà a chiunque ti chiede; e a chi prende del tuo, non richiederlo. 31Ciò che volete gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro. 32Se amate quelli che vi amano, che merito ne avrete? Anche i peccatori fanno lo stesso. 33E se fate del bene a coloro che vi fanno del bene, che merito ne avrete? Anche i peccatori fanno lo stesso. 34E se prestate a coloro da cui sperate ricevere, che merito ne avrete? Anche i peccatori concedono prestiti ai peccatori per riceverne altrettanto. 35Amate invece i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla, e il vostro premio sarà grande e sarete figli dell'Altissimo; perché egli è benevolo verso gl'ingrati e i malvagi. 
36Siate misericordiosi, come è misericordioso il Padre vostro. 37Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e vi sarà perdonato; 38date e vi sarà dato; una buona misura, pigiata, scossa e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con cui misurate, sarà misurato a voi in cambio».

Mt 22,34-40
34Allora i farisei, udito che egli aveva chiuso la bocca ai sadducei, si riunirono insieme 35e uno di loro, un dottore della legge, lo interrogò per metterlo alla prova: 36«Maestro, qual è il più grande comandamento della legge?». 37Gli rispose: «Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. 38Questo è il più grande e il primo dei comandamenti. 39E il secondo è simile al primo: Amerai il prossimo tuo come te stesso. 40Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti».

1Gv 4,19-21
19Noi amiamo, perché egli ci ha amati per primo. 20Se uno dicesse: «Io amo Dio», e odiasse il suo fratello, è un mentitore. Chi infatti non ama il proprio fratello che vede, non può amare Dio che non vede. 21Questo è il comandamento che abbiamo da lui: chi ama Dio, ami anche il suo fratello.