LUMEN CHRISTI A 100

LA CONOSCENZA SPIRITUALE

     I doni dello Spirito ci rendono più recettivi alla luce divina: grazie ad essi, la fede diventa fede illuminata: pur rimanendo oscura in quanto non ci dà mai evidenza intellettuale, essa illumina il nostro senso della vita.

1 - CONOSCENZA E AMORE
    
     Primo dono dello Spirito è l'amore e da esso derivano tutti gli altri doni, e quindi quelli che elevano la nostra conoscenza.
     Come? In quanto l'amore ci fa aderire alla persona amata e ci fa in qualche modo penetrare nella sua realtà più intima; da questo scambio nasce una conoscenza più profonda.
     Ora, Dio si è aperto una volta per sempre in Cristo.

Gv 1,16-18: Gesù, il Figlio unigenito, ci ha "raccontato" il Padre, non solo con le sue parole, ma con tutta la sua vita e con il suo essere.
Gv 14,5-11: "Chi ha visto me ha visto il .Padre”; questo è il principio fondamentale che giustifica la contemplazione evangelica della Persona di Cristo sotto qualsiasi forma appaia.

     Cristo stesso poi si è aperto definitivamente a noi quando il suo cuore è stato aperto sulla Croce.

     A noi tocca quindi aprire il nostro cuore perché lo Spirito effonda la conoscenza del Padre e del Figlio, in quanto la Trinità è sorgente di tutto il mistero della salvezza.

l Cor 2,10-16: notiamo come la conoscenza riversata in noi dallo Spirito Santo ci fa conoscere le profondità di Dio e tale Spirito altro non è che lo Spirito di Cristo.

2 - IL MISTERO DELL'AMORE

     Lo Spirito Santo, interiore a Dio, ci dà una conoscenza interiore della totalità del Mistero; e questa conoscenza interiore ci rivela la sostanza del Mistero, il quale è mistero d’amore.

- La creazione: è il primo dono dell’amore del Padre; la nostra vita, il mondo, la storia degli uomini manifestano alla luce della fede illuminata l'amore di Dio e richiedono una risposta d’amore.

- Il mistero della Croce: per la luce della ragione, la sofferenza e la morte sono realtà assurde e ingenerano scandalo nella coscienza degli uomini.

l Cor 1,18-25: la sapienza della Croce.
     È una manifestazione dell'amore:
     - Amore di Cristo il quale per offrirsi totalmente al Padre accetta la Passione e la morte.
     - Amore di Cristo per noi: "Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici" (Gv 15,13).
     - Amore del Padre per noi: "Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chi crede in lui non muoia abbia la-vita eterna"(Gv 3,16).
     La condizione perché possiamo entrare nel mistero dell’amore è di aprire continuamente il nostro cuore mediante la preghiera e l’apertura del cuore nella fede che diventa sempre più luminosa.

Scuola di preghiera

Gv 1,16-18
16Dalla sua pienezza
noi tutti abbiamo ricevuto
e grazia su grazia.
17Perché la legge fu data per mezzo di Mosè,
la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo.
18Dio nessuno l'ha mai visto:
proprio il Figlio unigenito,
che è nel seno del Padre,
lui lo ha rivelato.

l Cor 2,10-16
10Ma a noi Dio le ha rivelate per mezzo dello Spirito; lo Spirito infatti scruta ogni cosa, anche le profondità di Dio. 11Chi conosce i segreti dell'uomo se non lo spirito dell'uomo che è in lui? Così anche i segreti di Dio nessuno li ha mai potuti conoscere se non lo Spirito di Dio. 12Ora, noi non abbiamo ricevuto lo spirito del mondo, ma lo Spirito di Dio per conoscere tutto ciò che Dio ci ha donato. 13Di queste cose noi parliamo, non con un linguaggio suggerito dalla sapienza umana, ma insegnato dallo Spirito, esprimendo cose spirituali in termini spirituali. 14L'uomo naturale però non comprende le cose dello Spirito di Dio; esse sono follia per lui, e non è capace di intenderle, perché se ne può giudicare solo per mezzo dello Spirito. 15L'uomo spirituale invece giudica ogni cosa, senza poter essere giudicato da nessuno.
16Chi infatti ha conosciuto il pensiero del Signore
in modo da poterlo dirigere?

Ora, noi abbiamo il pensiero di Cristo

l Cor 1,18-25
18La parola della croce infatti è stoltezza per quelli cha vanno in perdizione, ma per quelli che si salvano, per noi, è potenza di Dio. 19Sta scritto infatti:
Distruggerò la sapienza dei sapienti
e annullerò l'intelligenza degli intelligenti.

20Dov'è il sapiente? Dov'è il dotto? Dove mai il sottile ragionatore di questo mondo? Non ha forse Dio dimostrato stolta la sapienza di questo mondo? 21Poiché, infatti, nel disegno sapiente di Dio il mondo, con tutta la sua sapienza, non ha conosciuto Dio, è piaciuto a Dio di salvare i credenti con la stoltezza della predicazione. 22E mentre i Giudei chiedono i miracoli e i Greci cercano la sapienza, 23noi predichiamo Cristo crocifisso, scandalo per i Giudei, stoltezza per i pagani; 24ma per coloro che sono chiamati, sia Giudei che Greci, predichiamo Cristo potenza di Dio e sapienza di Dio. 25Perché ciò che è stoltezza di Dio è più sapiente degli uomini, e ciò che è debolezza di Dio è più forte degli uomini.

passi scritturistici