LUMEN CHRISTI B 47

CRISTO, SOMMO SACERDOTE (Eb 5,1-10)
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Dopo aver fatto il confronto fra Mosè e Cristo considerati mediatori delle due Alleanze, l'Autore inizia il suo lungo trattato sul sacerdozio di Cristo. Mentre, nel resto del Nuovo Testamento Cristo è presentato innanzitutto come il grande profeta che annunzia la Buona Novella e come il Figlio che rivela la potenza e l'amore del Padre, la Lettera agli Ebrei approfondisce tutto quanto riguarda il sacerdozio, e cioè: il senso dei peccato e della morte, il sacrificio, la morte redentrice di Cristo, la consumazione del sacerdozio nella glorificazione di Cristo.
Tale dottrina richiede una vera maturità personale per essere assimilata.
Eb 5,11-14: l'autore fa la distinzione fra i bambini e gli adulti nella fede.
Questa distinzione non riguarda il grado di adesione personale a Dio, bensì l'assimilazione personale della dottrina teologica implicata nella Rivelazione.
Ora è chiaro che il senso del peccato e della Redenzione a prezzo del Sangue di Cristo presuppone una vita cristiana matura.
1Cor 3,1-4: la distinzione fra i bambini e gli adulti (perfetti) è determinata qui dalla coerenza morale: non si può professare l'unione nell'amore e fare distinzione fra le persone che rappresentano l'autorità.
1Cor 2,6-8: il mistero della Croce implica anch'esso una fede adulta per non apparire come follia e scandalo.
1- CRISTO NELLA CONDIZIONE UMANA
Mentre il Mediatore è suscitato da Dio per comunicare la legge e la volontà di Dio, il sacerdote deve rappresentare innanzitutto gli uomini nei confronti di Dio: gli uomini, infatti, si sono separati da Dio e devono quindi essere riconciliati.
Eb 5,1-3: Fu una maggiore misericordia da parte di Dio di chiedere all'uomo di partecipare attivamente all'opera della Redenzione.
L'Autore insiste sulla condizione di debolezza assunta dal Figlio nell'Incarnazione. L'umiliazione di Cristo (Fil 2,5-11) da una parte è motivo di scandalo per l'uomo e dall'altra di consolazione in quanto Cristo appare capace di compatire tutte le nostre infermità.
2 - LA VOCAZIONE
Anche se l'uomo deve partecipare alla propria salvezza non è di per sé capace di ottenere la riconciliazione; il Sommo Sacerdote deve quindi essere chiamato da Dio il quale ha sempre l'iniziativa nell'ordine della salvezza e della comunicazione di vita.
Eb 5,4-6: in realtà, Dio ha mandato il proprio Figlio.
2Cor 5,16-21: san Paolo insiste in questo brano sull'iniziativa del Padre.
Eb 5,7-10: il sacrificio di Cristo fu soprattutto un sacrificio interiore di obbedienza nell’amore. In tal modo egli ristabiliva l'amicizia con Dio, distrutta dalla disobbedienza di Adamo.

Scuola di preghiera
passi scritturistici

1Cor 3,1-4
1 Io, fratelli, sinora non ho potuto parlare a voi come a uomini spirituali, ma come ad esseri carnali, come a neonati in Cristo. 2 Vi ho dato da bere latte, non un nutrimento solido, perché non ne eravate capaci. E neanche ora lo siete; 3 perché siete ancora carnali: dal momento che c`è tra voi invidia e discordia, non siete forse carnali e non vi comportate in maniera tutta umana? 4 Quando uno dice: "Io sono di Paolo", e un altro: "Io sono di Apollo", non vi dimostrate semplicemente uomini?

1Cor 2,6-8
Tra i perfetti parliamo, sì, di sapienza, ma di una sapienza che non è di questo mondo, né dei dominatori di questo mondo che vengono ridotti al nulla; 7 parliamo di una sapienza divina, misteriosa, che è rimasta nascosta, e che Dio ha preordinato prima dei secoli per la nostra gloria. 8 Nessuno dei dominatori di questo mondo ha potuto conoscerla; se l`avessero conosciuta, non avrebbero crocifisso il Signore della gloria.

Eb 5,1-3
 1 Ogni sommo sacerdote, scelto fra gli uomini, viene costituito per il bene degli uomini nelle cose che riguardano Dio, per offrire doni e sacrifici per i peccati.  In tal modo egli è in grado di sentire giusta compassione per quelli che sono nell`ignoranza e nell`errore, essendo anch`egli rivestito di debolezza;  3 a motivo della quale deve offrire anche per se stesso offrire sacrifici per i peccati, come lo fa per il popolo.

Eb 5,4-6
4 Nessuno può attribuirsi questo onore, se non chi è chiamato da Dio, come Aronne.  Nello stesso modo Cristo non si attribuì la gloria di sommo sacerdote, ma gliela conferì colui che gli disse: Mio figlio sei tu, oggi ti ho generato.  6 Come in un altro passo dice: Tu sei sacerdote per sempre, alla maniera di Melchìsedek.

2Cor 5,16-21
16 Cosicché ormai noi non conosciamo più nessuno secondo la carne; e anche se abbiamo conosciuto Cristo secondo la carne, ora non lo conosciamo più così.  17 Quindi se uno è in Cristo, è una creatura nuova; le cose vecchie sono passate, ecco ne sono nate di nuove.  18 Tutto questo però viene da Dio, che ci ha riconciliati con sé mediante Cristo e ha affidato a noi il ministero della riconciliazione.  19 E` stato Dio infatti a riconciliare a sé il mondo in Cristo, non imputando agli uomini le loro colpe e affidando a noi la parola della riconciliazione.  20 Noi fungiamo quindi da ambasciatori per Cristo, come se Dio esortasse per mezzo nostro. Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio.  21 Colui che non aveva conosciuto peccato, Dio lo trattò da peccato in nostro favore, perché noi potessimo diventare per mezzo di lui giustizia di Dio.

Eb 5,7-10
7 Egli nei giorni della sua vita terrena offrì preghiere e suppliche con forti grida e lacrime a colui che poteva liberarlo da morte e fu esaudito per la sua pietà.  8 Pur essendo Figlio, imparò l`obbedienza dalle cose che patì  9 e, reso perfetto, divenne causa di salvezza eterna per tutti coloro che gli obbediscono,  10 essendo stato proclamato da Dio sommo sacerdote alla maniera di Melchìsedek. 

Eb 5,11-14
11 Su questo argomento abbiamo molte cose da dire, difficili da spiegare, perché siete diventati lenti a capire.  12 Infatti, mentre dovreste essere ormai maestri per ragioni di tempo, avete di nuovo bisogno che qualcuno insegni a voi i primi elementi degli oracoli di Dio e siete diventati bisognosi di latte e non di cibo solido.  13 Ora, chi si nutre ancora di latte è ignaro della dottrina della giustizia, perché è ancora un bambino.  14 Il nutrimento solido invece è per gli adulti che per la pratica hanno le facoltà esercitate a distinguere il buono dal cattivo.