LUMEN CHRISTI B 46

DIO E L'UOMO (Eb 4)
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Se da parte nostra, l'atteggiamento fondamentale è quello della fede, della speranza e della carità, grazie a cui siamo uniti a Cristo e partecipiamo alla vita eterna, da parte di Dio, la situazione è più complessa: egli mantiene la promessa, ma giudica l'uomo per, infine, manifestare la sua misericordia in Cristo.
1- DIO È FEDELE
Eb 4,1-5: il ragionamento dell'autore è basato su una verità fondamentale: Dio è fedele alle sue promesse; il suo Disegno di salvezza è immutabile. Così il disegno di comunicare all'uomo la vita eterna (Entrare nel riposo, ossia nell'ultimo sabato) rimane in vigore. E poiché il popolo giudaico non è entrato in tale riposo, a cagione della sua incredulità, tale riposo è promesso al nuovo popolo di Dio.
Rm 11,22-27: ritroviamo nella Lettera ai Romani la stessa situazione con un'aggiunta: l'infedeltà di Israele non è necessariamente definitiva; ed anche per esso rimane in vigore la promessa dell'alleanza e della partecipazione alla vita eterna secondo il primitivo disegno di Dio.
La fedeltà di Dio significa dunque il mantenimento attraverso le vicissitudini della storia del disegno di amore.
2- DIO È GIUDICE
Eb 4,12-13: Secondo l'insegnamento dell'Antico Testamento è chiaro che tutto è scoperto agli occhi di Dio che scruta i cuori e i reni. Nei nostri confronti però sarà la parola di Dio ad operare tale discernimento.
La parola di Dio contenuta nella Sacra Scrittura contiene tutto l'insegnamento necessario per aderire alla volontà di Dio.
Tale discernimento giunge al punto di divisione tra l'anima (la mente dell'uomo in quanto è principio vitale) e lo spirito (la mente dell'uomo in quanto è in rapporto con Dio e ne riceve la grazia). "E scruta i sentimenti e i pensieri del cuore": il cuore è il centro intimo dell'uomo, dove nascono i pensieri profondi e l'atto di libertà che deve unire la persona alla volontà di Dio quale si manifesta nella sacra Scrittura e nella figura della Parola di Dio incarnata.
Nel Vangelo, il valore dell'uomo donde deriva la sua sorte eterna, si manifesta nel cuore, sempre misterioso ed accessibile a Dio solo.
3- IL DONO DI CRISTO
Eb 4,14-16: per risolvere la situazione drammatica nella quale vive l'uomo, bisogna considerare l'iniziativa di Dio il quale ha mandato il proprio Figlio per essere sommo sacerdote.
L'Incarnazione è il segno ineccepibile della permanenza del disegno misericordioso di Dio. Mediante tale dono, noi possediamo un sommo sacerdote la cui funzione, come si spiegherà un po' più avanti è di stabilire la comunicazione fra Dio e l'uomo, fra l'uomo e Dio.
Mediante l'Incarnazione il Figlio ha assunto la nostra debolezza ed è diventato nostro fratello.

Scuola di preghiera
passi scritturistici

Eb 4,1-5
1 Dobbiamo dunque temere che, mentre ancora rimane in vigore la promessa di entrare nel suo riposo, qualcuno di voi ne sia giudicato escluso.  2 Poiché anche a noi, al pari di quelli, è stata annunziata una buona novella: purtroppo però a quelli la parola udita non giovò in nulla, non essendo rimasti uniti grazie alla fede con coloro che avevano ascoltato.  Infatti noi che abbiamo creduto possiamo entrare in quel riposo, secondo ciò che egli ha detto: Sicché ho giurato nella mia ira: Non entreranno nel mio riposo! Questo, benché le opere di Dio fossero compiute fin dalla fondazione del mondo.  Si dice infatti in qualche luogo a proposito del settimo giorno: E Dio si riposò nel settimo giorno da tutte le opere sue.  E nel passo del Salmo: Non entreranno nel mio riposo!

Rm 11,22-27
22 Considera dunque la bontà e la severità di Dio: severità verso quelli che sono caduti; bontà di Dio invece verso di te, a condizione però che tu sia fedele a questa bontà. Altrimenti anche tu verrai reciso.  23 Quanto a loro, se non persevereranno nell`infedeltà, saranno anch`essi innestati; Dio infatti ha la potenza di innestarli di nuovo!  24 Se tu infatti sei stato reciso dall`oleastro che eri secondo la tua natura e contro natura sei stato innestato su un olivo buono, quanto più essi, che sono della medesima natura, potranno venire di nuovo innestati sul proprio olivo!  25 Non voglio infatti che ignoriate, fratelli, questo mistero, perché non siate presuntuosi: l`indurimento di una parte di Israele è in atto fino a che saranno entrate tutte le genti.  26 Allora tutto Israele sarà salvato come sta scritto: Da Sion uscirà il liberatore, egli toglierà le empietà da Giacobbe.  27 Sarà questa la mia alleanza con loro quando distruggerò i loro peccati.

Eb 4,12-13
12 Infatti la parola di Dio è viva, efficace e più tagliente di ogni spada a doppio taglio; essa penetra fino al punto di divisione dell`anima e dello spirito, delle giunture e delle midolla e scruta i sentimenti e i pensieri del cuore.  13 Non v`è creatura che possa nascondersi davanti a lui, ma tutto è nudo e scoperto agli occhi suoi e a lui noi dobbiamo rendere conto.

Eb 4,14-16
14 Poiché dunque abbiamo un grande sommo sacerdote, che ha attraversato i cieli, Gesù, Figlio di Dio, manteniamo ferma la professione della nostra fede.  15 Infatti non abbiamo un sommo sacerdote che non sappia compatire le nostre infermità, essendo stato lui stesso provato in ogni cosa, come a somiglianza di noi, escluso il peccato.  16 Accostiamoci dunque con piena fiducia al trono della grazia, per ricevere misericordia e trovare grazia ed essere aiutati al momento opportuno.