LUMEN CHRISTI B6

I SEGNI DELLO SPIRITO

     Dopo aver meditato sui mezzi principali che ci permettono di conoscere i desideri dello Spirito Santo su di noi, bisogna adesso parlare del modo di discernere se la nostra decisione o la nostra azione sia fatta davvero secondo lo Spirito di Cristo.
     Tale problema è conosciuto sotto l'espressione "discernimento degli spiriti" ed è sviluppato da sant'Ignazio negli Esercizi spirituali.

l- Il problema
     Il problema sorge dal dinamismo stesso della vita spirituale e della sua complessità concreta.

Fil 3,12-20: in questa descrizione della vita cristiana, notiamo:

     - il dinamismo costante: siamo sempre protesi in avanti
     - la lotta costante fra i desideri della carne, cioè dell'uomo che vive sotto la spinta dell'amor proprio, e quelli dello spirito, cioè dell'uomo che vuole conformarsi a Cristo e seguire la via evangelica come faceva Paolo.
     Inoltre noi abbiamo delle tendenze naturali che ci spingono in una certa direzione che non è sempre secondo il volere di Dio.
     - Di per sé, le tendenze naturali sono buone e significano una prima volontà di Dio che vuole portarci ad una certa pienezza personale.
     - Esse però possono non integrarsi bene nel nostro progetto spirituale personale; esse cioè tendono all'autonomia e quindi a vivere per se stesse: così il nostro voler vivere naturale, o la nostra vita intellettuale o culturale, i nostri rapporti interpersonali.

Mt 6,24-34: l'opposizione fra la ricerca del Regno di Dio e l'appagamento delle tendenze naturali. La nostra vita è allo stesso tempo naturale e soprannaturale.

2- I criteri esterni
     Per discernere se i nostri pensieri sono secondo la volontà di Dio, il primo criterio è l'obbedienza alla Chiesa, la quale possiede lo Spirito di Cristo.

2 Cor 11,3-6: esiste sempre la tentazione di costruirsi una certa visione del mondo, soprattutto in quanto l'uomo dimostra un potere quasi discrezionale su tante cose: biogenetica, propaganda, mezzi di distruzione.
     La Chiesa rivendica sempre i diritti dell'umanità sulle cose e della persona umana sulla società.
     Un altro criterio ci è dato dal Vangelo stesso: ove non si avverte la conformità a Cristo povero e crocifisso, si può dubitare della saldezza della vita spirituale.

Mt 7,13-14: pensiero già presente nel testo di Fil 3,18-19
     Non ricerchiamo la facilità ma la conformità della vita al messaggio evangelico.

1 Gv 2,7-11: il comandamento dell'amore fraterno è criterio del vero amore di Dio.
     La vera luce è quella dell'amore.


Scuola di preghiera
passi scritturistici

Fil 3,12-20
12Non però che io abbia già conquistato il premio o sia ormai arrivato alla perfezione; solo mi sforzo di correre per conquistarlo, perché anch'io sono stato conquistato da Gesù Cristo.13Fratelli, io non ritengo ancora di esservi giunto, questo soltanto so: dimentico del passato e proteso verso il futuro, 14corro verso la mèta per arrivare al premio che Dio ci chiama a ricevere lassù, in Cristo Gesù.
15Quanti dunque siamo perfetti, dobbiamo avere questi sentimenti; se in qualche cosa pensate diversamente, Dio vi illuminerà anche su questo. 16Intanto, dal punto a cui siamo arrivati continuiamo ad avanzare sulla stessa linea.
        17Fatevi miei imitatori, fratelli, e guardate a quelli che si comportano secondo l'esempio che avete in noi. 18Perché molti, ve l'ho già detto più volte e ora con le lacrime agli occhi ve lo ripeto, si comportano da nemici della croce di Cristo: 19la perdizione però sarà la loro fine, perché essi, che hanno come dio il loro ventre, si vantano di ciò di cui dovrebbero vergognarsi, tutti intenti alle cose della terra. 20La nostra patria invece è nei cieli e di là aspettiamo come salvatore il Signore Gesù Cristo[…] 

Mt 6,24-34
24Nessuno può servire a due padroni: o odierà l'uno e amerà l'altro, o preferirà l'uno e disprezzerà l'altro: non potete servire a Dio e a mammona.
25Perciò vi dico: per la vostra vita non affannatevi di quello che mangerete o berrete, e neanche per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita forse non vale più del cibo e il corpo più del vestito? 26Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, né mietono, né ammassano nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non contate voi forse più di loro? 27E chi di voi, per quanto si dia da fare, può aggiungere un'ora sola alla sua vita? 28E perché vi affannate per il vestito? Osservate come crescono i gigli del campo: non lavorano e non filano. 29Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. 30Ora se Dio veste così l'erba del campo, che oggi c'è e domani verrà gettata nel forno, non farà assai più per voi, gente di poca fede? 31Non affannatevi dunque dicendo: Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo? 32Di tutte queste cose si preoccupano i pagani; il Padre vostro celeste infatti sa che ne avete bisogno. 33Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta. 34Non affannatevi dunque per il domani, perché il domani avrà già le sue inquietudini. A ciascun giorno basta la sua pena.

2 Cor 11,3-6
3Temo però che, come il serpente nella sua malizia sedusse Eva, così i vostri pensieri vengano in qualche modo traviati dalla loro semplicità e purezza nei riguardi di Cristo. 4Se infatti il primo venuto vi predica un Gesù diverso da quello che vi abbiamo predicato noi o se si tratta di ricevere uno spirito diverso da quello che avete ricevuto o un altro vangelo che non avete ancora sentito, voi siete ben disposti ad accettarlo. 5Ora io ritengo di non essere in nulla inferiore a questi «superapostoli»! 6E se anche sono un profano nell'arte del parlare, non lo sono però nella dottrina, come vi abbiamo dimostrato in tutto e per tutto davanti a tutti.

Mt 7,13-14
13Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che entrano per essa; 14quanto stretta invece è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e quanto pochi sono quelli che la trovano!

1 Gv 2,7-11
7Carissimi, non vi scrivo un nuovo comandamento, ma un comandamento antico, che avete ricevuto fin da principio. Il comandamento antico è la parola che avete udito. 8E tuttavia è un comandamento nuovo quello di cui vi scrivo, il che è vero in lui e in voi, perché le tenebre stanno diradandosi e la vera luce già risplende. 9Chi dice di essere nella luce e odia suo fratello, è ancora nelle tenebre. 10Chi ama suo fratello, dimora nella luce e non v'è in lui occasione di inciampo. 11Ma chi odia suo fratello è nelle tenebre, cammina nelle tenebre e non sa dove va, perché le tenebre hanno accecato i suoi occhi.