LUMEN CHRISTI B 43

LA LETTERA AGLI EBREI (Eb 1)
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Iniziamo la lettura della Lettera agli Ebrei: come tutti lo riconoscono, essa non è stata scritta da san Paolo stesso, ma probabilmente da un discepolo il quale potrebbe essere Apollo.
At 18,24-28: in questa breve descrizione di Apollo, molti tratti si applicano facilmente all'autore della Lettera agli Ebrei; si tratta infatti da un uomo molto colto e conoscendo le scritture; egli si rivolge ai suoi connazionali, e probabilmente a sacerdoti (At 6,7) che erano tentati sotto l'incalzare della persecuzione di tornare alla liturgia antica.
Il tema principale di questa lettera è il sacerdozio di Cristo; ma essa è anche molto importante perché traccia un parallelismo fra l'Antico e il Nuovo Testamento.
1- LA STORIA DELLA SALVEZZA
Eb 1,1-2: L'alleanza di Dio con gli uomini implica una comunicazione attraverso la rivelazione. Questa rivelazione si è protratta durante secoli attraverso il ministero dei profeti e la proclamazione della Legge: si trattava in effetti non solo di far conoscere Dio ma di educare un popolo mediante la fede.
Finalmente Dio parla per mezzo del Figlio: non c'è più quindi nessuna distanza fra il Padre che rivela il suo Disegno e colui che è l'unico mediatore. Anzi, il Figlio è la Parola unica (Verbum) che si era già manifestata attraverso le parole parziali dei profeti.
Gv 1,1-13: la Parola rivelatrice, in due modi:
. attraverso la creazione la quale fa del mondo creato il primo libro che parla di Dio;
. attraverso la rivelazione storica.
La rivelazione storica comprende la prima parola indirizzata a tutti gli uomini e va considerata quindi un criterio per il giudizio.
Rm 1,18-23: questo brano riprende l'insegnamento del libro della Sapienza, il quale fu scritto probabilmente in un ambiente culturale molto vicino a quello della Lettera agli Ebrei (Alessandria)
2- IL FIGLIO
La figura del Figlio abbraccia tutti i secoli: egli si trova prima dell'inizio ed è il Pantocrator.
Eb 1,3-4: al Figlio si applica quanto si diceva della Saggezza la quale preesisteva prima dei secoli.
Tale accostamento è fatto dal vangelo di Giovanni ma anche attraverso qualche accenno nei vangeli sinottici. Cristo chiama così come chiamava la Saggezza antica.
Notiamo poi lo schema dell'Incarnazione redentrice che si ritrova sia nel prologo di Giovanni:, sia nella lettera ai Filippesi.
Il rapporto con gli angeli: nel primo secolo molta importanza veniva attribuita agli Angeli nella struttura dell'universo e perfino nella storia della salvezza. San Paolo e Eb. ridimensionano la loro funzione: sono soltanto servitori
Eb 1,13-14: l'affermazione più chiara sugli Angeli.

Scuola di preghiera

At 18,24-28
24 Arrivò a Efeso un Giudeo, chiamato Apollo, nativo di Alessandria, uomo colto, versato nelle Scritture.  25 Questi era stato ammaestrato nella via del Signore e pieno di fervore parlava e insegnava esattamente ciò che si riferiva a Gesù, sebbene conoscesse soltanto il battesimo di Giovanni.  26 Egli intanto cominciò a parlare francamente nella sinagoga. Priscilla e Aquila lo ascoltarono, poi lo presero con sé e gli esposero con maggiore accuratezza la via di Dio.  27 Poiché egli desiderava passare nell`Acaia, i fratelli lo incoraggiarono e scrissero ai discepoli di fargli buona accoglienza. Giunto là, fu molto utile a quelli che per opera della grazia erano divenuti credenti; 28 confutava infatti vigorosamente i Giudei, dimostrando pubblicamente attraverso le Scritture che Gesù è il Cristo.

Eb 1,1-2
1 Dio, che aveva già parlato nei tempi antichi molte volte e in diversi modi ai padri per mezzo dei profeti, ultimamente, 2 in questi giorni, ha parlato a noi per mezzo del Figlio, che ha costituito erede di tutte le cose e per mezzo del quale ha fatto anche il mondo.

Gv 1,1-13
In principio era il Verbo, il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio. Egli era in principio presso Dio: 3 tutto è stato fatto per mezzo di lui, e senza di lui niente è stato fatto di tutto ciò che esiste. In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini; 5 la luce splende nelle tenebre, ma le tenebre non l`hanno accolta.  Venne un uomo mandato da Dio e il suo nome era Giovanni.  Egli venne come testimone per rendere testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui.  Egli non era la luce, ma doveva render testimonianza alla luce.  9 Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo.  10 Egli era nel mondo, e il mondo fu fatto per mezzo di lui, eppure il mondo non lo riconobbe.  11 Venne fra la sua gente, ma i suoi non l`hanno accolto.  12 A quanti però l`hanno accolto, ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome,  13 i quali non da sangue, né da volere di carne, né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati.

Rm 1,18-23
18 In realtà l`ira di Dio si rivela dal cielo contro ogni empietà e ogni ingiustizia di uomini che soffocano la verità nell`ingiustizia,  19 poiché ciò che di Dio si può conoscere è loro manifesto; Dio stesso lo ha loro manifestato.  20 Infatti, dalla creazione del mondo in poi, le sue perfezioni invisibili possono essere contemplate con l`intelletto nelle opere da lui compiute, come la sua eterna potenza e divinità;  21 essi sono dunque inescusabili, perché, pur conoscendo Dio, non gli hanno dato gloria né gli hanno reso grazie come a Dio, ma hanno vaneggiato nei loro ragionamenti e si è ottenebrata la loro mente ottusa.  22 Mentre si dichiaravano sapienti, sono diventati stolti  23 e hanno cambiato la gloria dell`incorruttibile Dio con l`immagine e la figura dell`uomo corruttibile, di uccelli, di quadrupedi e di rettili. 

Eb 1,3-4
3 Questo Figlio, che è irradiazione della sua gloria e impronta della sua sostanza e sostiene tutto con la potenza della sua parola, dopo aver compiuto la purificazione dei peccati, si è assiso alla destra della maestà nell`alto dei cieli,  ed è diventato tanto superiore agli angeli quanto più eccellente del loro è il nome che ha ereditato. 

Eb 1,13-14
13 A quale degli angeli poi ha mai detto: Siedi alla mia destra, finché io non abbia posto i tuoi nemici come sgabello dei tuoi piedi?  14 Non sono essi tutti spiriti incaricati di un ministero, inviati per servire coloro che devono ereditare la salvezza? 

passi scritturistici