Iniziazione alla preghiera 7

LA LUCE SPIRITUALE



Scuola di Preghiera Passi scritturistici

Abbiamo già meditato le motivazioni profonde della vita cristiana, le quali devono regolare le nostre decisioni e si compendiano nel motivo dell’amore nell’umiltà e nella fiducia.
     Oggi riflettiamo sulla necessità di possedere la luce che ci porta a trovare la soluzione giusta.

1 - LA VERA LUCE

Lc 11,33-36: notiamo in questo passo come la nostra luce     diventa anche luce per gli altri.
Ef 5,8-14: il battesimo è stato per noi ”illuminazione”. Ne è      simbolo il cero pasquale.
     La persona e il messaggio di Cristo sono per noi luce, Lumen Christi.

     Ciò che è buono: non solo ciò che piace, anche se è legittimo, ma ”affinché possiate distinguere qual è la volontà di Dio, quale il vero bene, che gli piace e ciò che è perfetto”(Rm 12,2).

     La perfezione ricercata non è l’azione che non abbia nessun difetto, ma l’azione di un cristiano adulto che giudica secondo lo spirito di Cristo.

2 - LE CONDIZIONI DELL’AZIONE GIUSTA

- Prima fra tutte è la preghiera. Mettendoci alla presenza di Dio, la preghiera dà alla nostra decisione una dimensione nuova.
     Non dà immediatamente la soluzione voluta da Dio, ma attraverso tutto un processo di purificazione e di illuminazione ci porta discernere la sua volontà.
     Il suo effetto necessario deve essere di mantenerci nella pace interiore e il desiderio di confrontare il nostro pensiero con le giuste esigenze della vita evangelica.
     Lc 18,9-14: la preghiera ci permette di riconoscere che le nostre azioni non sono perfettamente buone, ma si mescolano sempre con il nostro egoismo.

     Una prima condizione per arrivare alla decisione giusta è riconoscere nella preghiera le nostre mancanze.
     ”Rivestitevi di sincera umiltà perché Dio resiste agli orgogliosi, ma agli umili fa grazia” (1 Pt 5,5).

- La comunicazione spirituale
     Bisogna avere una grande purità spirituale per discernere da soli la volontà del Signore. In molti casi invece gioverà molto il poter comunicare spiritualmente, cioè ricercando insieme la volontà di Dio nella benevolenza e nella fiducia.

Bisogna scegliere bene il consigliere: Lc 6,37-40.
- Il consigliere deve aver pazienza e lasciar maturare i frutti. Molti invece vogliono cogliere frutti prima che siano maturi.
- Il consigliere deve rispettare sommamente la libertà altrui ed essere animato della pura benevolenza.

     Il fatto di comunicare i propri pensieri li rende più chiari e prepara a una buona decisione.
     La comunicazione può essere fatta in un gruppo spirituale come il nostro, oppure a un consigliere. Anche nella vita spirituale, non è necessario sia un sacerdote.
     L’amicizia gioca molto se mira al progresso spirituale mutuo.

Scuola di Preghiera

Lc 11,33-36
33Nessuno accende una lucerna e la mette in luogo nascosto o sotto il moggio, ma sopra il lucerniere, perché quanti entrano vedano la luce. 34La lucerna del tuo corpo è l'occhio. Se il tuo occhio è sano, anche il tuo corpo è tutto nella luce; ma se è malato, anche il tuo corpo è nelle tenebre. 35Bada dunque che la luce che è in te non sia tenebra. 36Se il tuo corpo è tutto luminoso senza avere alcuna parte nelle tenebre, tutto sarà luminoso, come quando la lucerna ti illumina con il suo bagliore».

Ef 5,8-14
8Se un tempo eravate tenebra, ora siete luce nel Signore. Comportatevi perciò come i figli della luce; 9il frutto della luce consiste in ogni bontà, giustizia e verità. 10Cercate ciò che è gradito al Signore, 11e non partecipate alle opere infruttuose delle tenebre, ma piuttosto condannatele apertamente, 12poiché di quanto viene fatto da costoro in segreto è vergognoso perfino parlare. 13Tutte queste cose che vengono apertamente condannate sono rivelate dalla luce, perché tutto quello che si manifesta è luce. 14Per questo sta scritto:
«Svègliati, o tu che dormi,
dèstati dai morti
e Cristo ti illuminerà».

Lc 18,9-14
9Disse ancora questa parabola per alcuni che presumevano di esser giusti e disprezzavano gli altri: 10«Due uomini salirono al tempio a pregare: uno era fariseo e l'altro pubblicano. 11Il fariseo, stando in piedi, pregava così tra sé: O Dio, ti ringrazio che non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adùlteri, e neppure come questo pubblicano. 12Digiuno due volte la settimana e pago le decime di quanto possiedo. 13Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: O Dio, abbi pietà di me peccatore. 14Io vi dico: questi tornò a casa sua giustificato, a differenza dell'altro, perché chi si esalta sarà umiliato e chi si umilia sarà esaltato».

Lc 6,37-40
37Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e vi sarà perdonato; 38date e vi sarà dato; una buona misura, pigiata, scossa e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con cui misurate, sarà misurato a voi in cambio».
39Disse loro anche una parabola: «Può forse un cieco guidare un altro cieco? Non cadranno tutt'e due in una buca? 40Il discepolo non è da più del maestro; ma ognuno ben preparato sarà come il suo maestro.