SALMI 4

LA SPERANZA DEI POVERI

     Attraverso i secoli dell’Antica Alleanza si è sviluppata una spiritualità dei ”poveri di Jahvé”, i quali pongono tutta la loro fiducia in Dio. Questi poveri, oppressi, malati di affitti stanno per fede che Dio non li dimentica.
     La sofferenza li porta alla speranza.
     La gioia si manifesta quando il popolo pensa al Re, segno di Dio che sta al di sopra di ogni essere.

1 - NELLE SOFFERENZE E NELL’OSCURITÀ DELLA FEDE

Sal 4: “Quando ti invoco”; Sal 11: ”Salvami Signore”.
     Mentre il Sal 11 lamenta la duplicità e la menzogna degli uomini, il Sal 4 chiama gli infedeli a confidare in Dio.

Sal 51: ”Perché ti vanti del male?”; Sal 61: “Solo in Dio riposa l’anima mia”.
Sal 74: “Noi ti rendiamo grazie”.
     Pensiamo alla situazione difficile del giusto nei confronti degli empi a cui tutto sembra riuscire bene. È una tentazione il vedere le sofferenze del giusto e la fortuna dei malvagi, ma Dio farà giustizia.

Sal 1: oppone la felicità del giusto alla sofferenza finale del malvagio.
     Sal 48: ammonimento sulla vanità delle ricchezze. Esso si ritrova in molti testi dei libri sapienziali.
     Così anche i Salmi 111, 126 127: la felicità di essere nell’amicizia di Dio.

- La fiducia del peccatore che trova in Dio il perdono, la pace, la gioia. Il pentimento non riguarda soltanto il passato ma mira a ristabilire l’amicizia con Dio e la gioia della salvezza.

Sal 6; Sal 50: ”Miserere mei”. Quest’ultimo salmo contiene una grande ricchezza di sentimenti che esprimono la varietà degli aspetti del vero pentimento.
Sal 102: ”Benedici Signore”.
     La misericordia di Dio cancella i nostri peccati

2 - ABBANDONO E GIOIA (cfr. Mt 6)

     La semplice fiducia in Dio: Sal 15: ”Proteggi mio Dio”.
     Confidenza totale anche per dopo la morte: chi ha vissuto unito a Dio nella fede e nell’amore non sarà mai separato da lui e vivrà della stessa vita di Dio.

     Riprendiamo il Sal 22: “Il Signore e il mio pastore” (cfr. Gv 10, il Buon Pastore).

Sal 130: ”Signore, non si inorgoglisce”.
     L’atteggiamento più profondo dell’abbandono: diventare come i bambini non per uno spirito di remissività ma con una scelta libera e costosa nella fede.

- La grandezza e l’amore di Dio: Salmi 2, 71, 131.

Sal 109: ”Oracolo del Signore”.
     Il Cristo è il re che annienterà i suoi nemici, e cioè il peccato e la morte.

Sal 44: ”Effonde il mio cuore”.
     La familiarità con Dio può portare a rapporti simili a quelli dell’amore umano nella gioia e nell’ esultanza.

- I salmi del Regno: Salmo 92, 95-98
     Venga il tuo regno.

Scuola di Preghiera