SteveR Copyright © 2025 - Associazione Amici di Padre Bernard - P.Iva/C.F. 97276740582 - All rights reserved Policy
Eletta da Dio
LUMEN CHRISTI B 20
L’Enciclica Redemptoris Mater (II)
La
prospettiva
storica
della
contemplazione
del
Santo
Padre
inizia
con
uno
sguardo
contemplativo
sul
Disegno
di
Dio
prima
del
tempo
ossia
prima
della
creazione.
Tutto
il
mistero
infatti
trae
origine
dalla
vita
divina
che
dal
Padre
passa
verso
il
Figlio
e
lo
Spirito
Santo.
E
Maria
occupa
un
posto
privilegiato
in
tale
disegno
di
salvezza
perché
è
la
“benedetta fra le donne”, destinata ad essere madre di Gesù.
Ef 1,3-7: è il testo fondamentale per capire la vocazione dell’uomo alla vita divina; esso si applica pienamente alla Madonna.
Anche se, per noi, sono distinti i momenti della creazione, del peccato e della Redenzione, in Dio tutto è già presente quale mistero di amore fedele e vincitore.
Esiste un solo piano divino nei confronti dell’uomo ed è quello attuato in Cristo.
RM n.7: “Il piano divino della salvezza… secondo Matteo”.
È
necessario
considerare
la
realtà
storica
presente
nella
mente
di
Dio
per
poter
dare
un
senso
alla
storia.
E
ciò
vale
non
solo
per
la
storia
dell’umanità
ma
anche
per
la
nostra
storia: la nostra vita infatti ha un senso in quanto è già presente alla mente di Dio quale mistero di amore.
Lc 1,28-33: la pagina fondamentale sul mistero della Madonna.
Tale mistero è interamente collegato al mistero di Cristo. Come il Figlio va totalmente riferito al Padre, così il mistero della Madonna si riferisce al mistero di Cristo.
Piena di grazia
: il Santo Padre considera questa espressione il nome proprio della Madonna e ne interpreta il contenuto in rapporto al testo della Lettera agli Efesini.
RM n.8: “Quando leggiamo… la salvezza”.
Notiamo bene come la dignità della Madonna si accompagna ad una umiltà radicale.
Tale
elezione
“nel
Figlio”
vale
anche
per
noi:
tutta
la
nostra
vita
non
solo
deriva
dalla
vita
gloriosa
di
Cristo
comunicataci
nel
battesimo,
ma
comporta
da
parte
nostra
una
vocazione e un obbligo a conformare la nostra vita a quella di Cristo.
L’elargizione
di
grazia:
alla
vocazione
di
ciascuno
corrispondono
i
doni
di
Dio
proporzionati
ad
essa.
In
Maria
dunque,
tale
elargizione
di
doni
soprannaturali
raggiunge
il
massimo grado poiché deve essere Madre di Dio.
RM n.9: “Se il saluto e il nome… mistero di Cristo”.
L’elezione
e
la
vocazione
costituiscono
quindi
una
specie
di
patto
fra
Dio
e
noi:
Dio
si
impegna
per
così
dire
a
concederci
tutte
le
grazie
necessarie
per
compiere
la
nostra
vocazione.
A tale grazia appartiene quindi il privilegio della Concezione immacolata tutta subordinata alla missione di salvezza.
Passi Scritturistici
Ef 1,3-7
3Benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo,
che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli in Cristo.
4In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo
per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità,
5predestinandoci a essere per lui figli adottivi
mediante Gesù Cristo,
secondo il disegno d’amore della sua volontà,
6a lode dello splendore della sua grazia,
di cui ci ha gratificati nel Figlio amato.
7In lui, mediante il suo sangue,
abbiamo la redenzione, il perdono delle colpe,
secondo la ricchezza della sua grazia.
RM n.7
Il
piano
divino
della
salvezza,
che
ci
è
stato
pienamente
rivelato
con
la
venuta
di
Cristo,
è
eterno.
Esso
è
anche
–
secondo
l’insegnamento
contenuto
in
quella
Lettera
e
in
altre
Lettere
paoline
eternamente
legato
a
Cristo.
Esso
comprende
tutti
gli
uomini,
ma
riserva
un
posto
singolare
alla
«donna»
che
è
la
Madre
di
colui,
al
quale
il
Padre
ha
affidato
l’opera
della
salvezza.
Come
scrive
il
Concilio
Vaticano
II,
«ella
viene
già
profeticamente
adombrata
nella
promessa,
fatta
ai
progenitori
caduti
in
peccato»
–
secondo
il
Libro
della
Genesi
(Gn
3,15);
«parimenti,
questa
è
la
Vergine
che
concepirà
e
partorirà
un
figlio,
il
cui
nome
sarà
Emanuele»
–
secondo
le
parole
di
Isaia
(Is
7,14).
In
tal
modo
l’Antico
Testamento
prepara
quella
«pienezza
del
tempo»,
in
cui
Dio
«mandò
suo
Figlio,
nato
da
donna,
…
perché
ricevessimo
l’adozione
a
figli».
La
venuta
al
mondo
del
Figlio
di
Dio
è
l’evento narrato nei primi capitoli dei Vangeli secondo Luca e secondo Matteo.
Lc 1,28-33
28Entrando
da
lei,
disse:
«Rallegrati,
piena
di
grazia:
il
Signore
è
con
te».29A
queste
parole
ella
fu
molto
turbata
e
si
domandava
che
senso
avesse
un
saluto
come
questo.
30L’angelo
le
disse:
«Non
temere,
Maria,
perché
hai
trovato
grazia
presso
Dio.
31Ed
ecco,
concepirai
un
figlio,
lo
darai
alla
luce
e
lo
chiamerai
Gesù.
32Sarà
grande
e
verrà
chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre 33e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
RM n.8
Quando
leggiamo
che
il
messaggero
dice
a
Maria
«piena
di
grazia»,
il
contesto
evangelico,
in
cui
con
fluiscono
rivelazioni
e
promesse
antiche,
ci
lascia
capire
che
qui
si
tratta
di
una
benedizione
singolare
tra
tutte
le
«benedizioni
spirituali
in
Cristo».
Nel
mistero
di
Cristo
ella
è
presente
già
«prima
della
creazione
del
mondo»,
come
colei
che
il
Padre
«ha
scelto»
come
Madre
del
suo
Figlio
nell’incarnazione–ed
insieme
al
Padre
l’ha
scelta
il
Figlio,
affidandola
eternamente
allo
Spirito
di
santità.
Maria
è
in
modo
del
tutto
speciale
ed
eccezionale
unita
a
Cristo,
e
parimenti
è
amata
in
questo
Figlio
diletto
eternamente,
in
questo
Figlio
consostanziale
al
Padre,
nel
quale
si
concentra
tutta
«la
gloria
della
grazia».
Nello
stesso
tempo,
ella
è
e
rimane
aperta
perfettamente
verso
questo
«dono
dall’alto»
(Gc
1,17).
Come
insegna
il
Concilio,
Maria
«primeggia
tra
gli
umili
e
i
poveri
del
Signore,
i quali con fiducia attendono e ricevono da lui la salvezza»
RM n.9
Se
il
saluto
e
il
nome
«piena
di
grazia»
dicono
tutto
questo,
nel
contesto
dell’annunciazione
dell’angelo
essi
si
riferiscono,
prima
di
tutto,
all’elezione
di
Maria
come
Madre
del
Figlio
di
Dio.
Ma,
nello
stesso
tempo,
la
pienezza
di
grazia
indica
tutta
l’elargizione
soprannaturale,
di
cui
Maria
beneficia
in
relazione
al
fatto
che
è
stata
scelta
e
destinata
ad
essere
Madre
di
Cristo.
Se
questa
elezione
è
fondamentale
per
il
compimento
dei
disegni
salvifici
di
Dio
nei
riguardi
dell’umanità;
se
la
scelta
eterna
in
Cristo
e
la
destinazione
alla dignità di figli adottivi riguardano tutti gli uomini, l’elezione di Maria è del tutto eccezionale ed unica. Di qui anche la singolarità e unicità del suo posto nel mistero di Cristo.