SteveR Copyright © 2025 - Associazione Amici di Padre Bernard - P.Iva/C.F. 97276740582 - All rights reserved Policy
Il Desiderio della Sapienza
LUMEN CHRISTI B 64
Dall’opposizione
fra
una
vita
senza
Dio
e
il
desiderio
della
vita
eterna,
nasce
il
senso
della
scelta
del
tipo
di
vita
che
vogliamo
per
noi.
In
realtà
la
scelta
è
preceduta
dall’azione
della grazia di Dio: la Sapienza si mostra a chi la cerca.
Sap 6,9-14: la Sapienza quale realtà divina e invisibile agisce nei cuori; il suo aiuto di grazia permette di rispondere alla chiamata alla conversione che troviamo nel Vangelo.
Di
fronte
all’incoerenza
della
vita
senza
Cristo,
la
vita
spirituale
diventa
principio
di
unità
interiore.
La
nostra
non
è
una
vita
senza
finalità,
ma
una
vita
che
viene
da
Dio
per
ritornare a Dio.
Ef 2,11-18: la pace annunziata da Cristo è conseguenza dell’armonia della vita in Cristo.
Di fronte all’iniziativa di Dio, che cosa dobbiamo fare?
Sap
6,15-20:
nella
nostra
vita
spirituale
concreta
si
intrecciano
vari
elementi:
la
grazia
previa
di
Dio,
il
nostro
desiderio,
la
nostra
applicazione
alla
Parola
di
Dio,
il
nostro
sforzo
di purificazione.
La grazia di Dio non manca mai: sia come realtà interiore invisibile, sia come realtà esterna della Parola e della vita sacramentale.
Il desiderio è realtà paradossale, la sua funzione è decisiva:
– in quanto significa tendenza verso un bene non ancora posseduto, distacca il cuore dai beni visibili e dilata il cuore.
– significa anche una certa presenza di Dio che acuisce il desiderio; l’irrequietezza del cuore è segno della sua capacità infinita.
In questo senso la vita spirituale è sempre un protendersi in avanti:
Fil 3,12-16: la vita spirituale non può essere un riposo semplice, ma una corsa in avanti.
Dobbiamo poi corrispondere alla grazia di Dio in due modi:
– in quanto la parola di Dio va praticata: non va contemplata da lontano ma si traduce nella vita concreta.
Gc 1,16-25: le parole di Cristo diventano luce e vita nella misura in cui vengono messe in pratica nella nostra vita.
Questo
è
il
messaggio
della
primitiva
comunità
cristiana:
non
tanto
parlare
quanto
trasformare
interiormente
il
cuore
e
manifestare
tale
trasformazione
nel
nostro
comportamento;
– in quanto la parola di Dio va meditata: la preghiera personale altro non è che l’appropriazione personale del contenuto della fede proposto dalla Scrittura e dalla Chiesa.
L’assimilazione
personale
deve
tener
conto
della
diversità
delle
condizioni
personali;
essa
deve
anche
adeguarsi
alla
nostra
missione
nella
Chiesa,
rispondendo
in
tal
modo
alle
esigenze della nostra vocazione personale.
Frutto
della
vita
nello
Spirito
è
la
carità,
la
pace,
la
gioia
(Gal
5,22).
La
pace
scaturisce
dalla
certezza
di
aver
trovato
il
centro
della
personalità
e
il
senso
della
vita
in
Cristo,
Sapienza incarnata.
Passi Scritturistici
Sap 6,9-14
9Pertanto a voi, o sovrani, sono dirette le mie parole,
perché impariate la sapienza e non abbiate a cadere.
10Chi custodisce santamente le cose sante sarà santificato
e chi si è istruito in esse vi troverà una difesa.
11Desiderate, pertanto, le mie parole;
bramatele e ne riceverete istruzione.
12La sapienza è radiosa e indefettibile,
facilmente è contemplata da chi l’ama
e trovata da chiunque la ricerca.
13Previene, per farsi conoscere, quanti la desiderano.
14Chi si leva per essa di buon mattino non faticherà,
la troverà seduta alla sua porta.
Ef 2,11-18
11Perciò
ricordatevi
che
un
tempo
voi,
pagani
per
nascita,
chiamati
incirconcisi
da
quelli
che
si
dicono
circoncisi
perché
tali
sono
nella
carne
per
mano
di
uomo,
12ricordatevi
che
in
quel
tempo
eravate
senza
Cristo,
esclusi
dalla
cittadinanza
d’Israele,
estranei
ai
patti
della
promessa,
senza
speranza
e
senza
Dio
in
questo
mondo.
13Ora
invece,
in
Cristo
Gesù,
voi
che
un
tempo
eravate
i
lontani
siete
diventati
i
vicini
grazie
al
sangue
di
Cristo.
14Egli
infatti
è
la
nostra
pace,
colui
che
ha
fatto
dei
due
un
popolo
solo,
abbattendo
il
muro
di
separazione
che
era
frammezzo,
cioè
l’inimicizia,
15annullando,
per
mezzo
della
sua
carne,
la
legge
fatta
di
prescrizioni
e
di
decreti,
per
creare
in
se
stesso,
dei
due,
un
solo
uomo
nuovo,
facendo
la
pace,
16e
per
riconciliare
tutti
e
due
con
Dio
in
un
solo
corpo,
per
mezzo
della
croce,
distruggendo
in
se
stesso
l’inimicizia.
17Egli
è
venuto
perciò
ad
annunziare
pace
a
voi
che
eravate
lontani
e
pace
a
coloro
che
erano
vicini.
18Per
mezzo
di
lui
possiamo
presentarci,
gli
uni
e
gli
altri,
al
Padre
in
un
solo Spirito.
Sap 6,15-20
15Riflettere su di essa è perfezione di saggezza,chi veglia per lei sarà presto senza affanni.
16Essa medesima va in cerca di quanti sono degni di lei,
appare loro ben disposta per le strade,
va loro incontro con ogni benevolenza.
17Suo principio assai sincero è il desiderio d’istruzione;
la cura dell’istruzione è amore;
18l’amore è osservanza delle sue leggi;
il rispetto delle leggi è garanzia di immortalità
19e l’immortalità fa stare vicino a Dio.
20Dunque il desiderio della sapienza conduce al regno.
Fil 3,12-16
12Non
però
che
io
abbia
gia
conquistato
il
premio
o
sia
ormai
arrivato
alla
perfezione;
solo
mi
sforzo
di
correre
per
conquistarlo,
perché
anch’io
sono
stato
conquistato
da
Gesù
Cristo.
13Fratelli,
io
non
ritengo
ancora
di
esservi
giunto,
questo
soltanto
so:
dimentico
del
passato
e
proteso
verso
il
futuro,
14corro
verso
la
mèta
per
arrivare
al
premio
che
Dio
ci chiama a ricevere lassù, in Cristo Gesù.
15Quanti
dunque
siamo
perfetti,
dobbiamo
avere
questi
sentimenti;
se
in
qualche
cosa
pensate
diversamente,
Dio
vi
illuminerà
anche
su
questo.
16Intanto,
dal
punto
a
cui
siamo arrivati continuiamo ad avanzare sulla stessa linea.
Gc 1,16-25
16Non
andate
fuori
strada,
fratelli
miei
carissimi;
17ogni
buon
regalo
e
ogni
dono
perfetto
viene
dall’alto
e
discende
dal
Padre
della
luce,
nel
quale
non
c’è
variazione
né
ombra
di cambiamento. 18Di sua volontà egli ci ha generati con una parola di verità, perché noi fossimo come una primizia delle sue creature.
19Lo
sapete,
fratelli
miei
carissimi:
sia
ognuno
pronto
ad
ascoltare,
lento
a
parlare,
lento
all’ira.
20Perché
l’ira
dell’uomo
non
compie
ciò
che
è
giusto
davanti
a
Dio.
21Perciò,
deposta
ogni
impurità
e
ogni
resto
di
malizia,
accogliete
con
docilità
la
parola
che
è
stata
seminata
in
voi
e
che
può
salvare
le
vostre
anime.
22Siate
di
quelli
che
mettono
in
pratica
la
parola
e
non
soltanto
ascoltatori,
illudendo
voi
stessi.
23Perché
se
uno
ascolta
soltanto
e
non
mette
in
pratica
la
parola,
somiglia
a
un
uomo
che
osserva
il
proprio
volto
in
uno
specchio:
24appena
s’è
osservato,
se
ne
va,
e
subito
dimentica
com’era.
25Chi
invece
fissa
lo
sguardo
sulla
legge
perfetta,
la
legge
della
libertà,
e
le
resta
fedele,
non come un ascoltatore smemorato ma come uno che la mette in pratica, questi troverà la sua felicità nel praticarla.
Gal 5,22
22Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé; 23contro queste cose non c’è legge.