SteveR Copyright © 2025 - Associazione Amici di Padre Bernard - P.Iva/C.F. 97276740582 - All rights reserved Policy
Come conoscere la propria vocazione?
Iniziazione alla preghiera (B) 14
Oggi
riflettiamo
sul
problema
di
come
conoscere
la
nostra
vocazione.
Premesso
che
dobbiamo
vivere
ogni
nostro
stato
di
vita
come
vocazione,
cioè
come
espressione
della
volontà personale di Dio su di noi, ci domanderemo se è possibile fare una scelta secondo la volontà di Dio.
Non
abbiamo
nessun
criterio
esterno,
ma
siamo
rimandati
alla
nostra
libertà.
Dovremo
quindi
scoprire
dei
segni
che
ci
indichino
la
giusta
direzione.
Segni
che
si
rivolgono
alla nostra ragione e al nostro cuore.
Bisogna inoltre tener conto di un’altra difficoltà. Fra la vocazione e la sua realizzazione si possono infatti frapporre vari ostacoli:
– per la vita consacrata, ostacoli psicologici o morali
– per il matrimonio, la non-corrispondenza affettiva
– per la professione, varie difficoltà oggettive
1 – COME DISCERNERE I SEGNI?
Raramente i segni si manifestano con evidenza: una persona vede chiaramente che Dio la chiama a uno stato di vita e poi non ne dubita mai. È il caso-tipo della vocazione.
2 – SEGUIRE I DESIDERI PREPONDERANTI
–
La
volontà
di
Dio
si
manifesta
a
livello
naturale,
perché
la
nostra
natura
è
già
una
prima
volontà
di
Dio.
Quindi
se
non
abbiamo
altri
segni
dobbiamo
sviluppare
la
nostra
personalità, e seguire lo slancio naturale che ci porta all’amore umano e alla fondazione di una famiglia. I segni saranno:
* la gioia e la pace
* il senso di una maggiore unità interiore
Fil 4,4-13: la pace e la gioia sono il clima cristiano normale
– La volontà di Dio si manifesta attraverso attrattive spirituali che spingono all’unione con Cristo e ci fanno capire sempre meglio i valori della vita evangelica.
L’attrattiva interiore può portare al desiderio di una imitazione di Cristo più letterale e di una partecipazione più completa alla sua missione di Redenzione.
Di conseguenza l’attrattiva spirituale diminuisce la forza del desiderio naturale e fa accettare la consacrazione totale della vita.
3 – LA SCELTA DELLA FEDE
Che cosa fare se mancano i segni di carattere affettivo?
– Bisogna costruire la propria vita su una motivazione fondamentale. Non subire la vita come destino, ma considerarla nel suo rapporto di amore a Dio.
Ogni nostra vita deve essere servizio a Dio e al prossimo per amore.
Lc 17,7-10: invito all’impegno profondo e alla disponibilità nelle mani di Dio.
Di
per
sé
questa
motivazione
fondamentale
non
chiude
le
altre
prospettive:
è
sempre
un
atteggiamento
di
attesa
che
permette
di
sfruttare
talenti
da
noi
posseduti
e
di
disporsi ad altre eventualità.
– Il senso della vita non può essere determinata soltanto dalla riuscita o meno della nostra vita terrena, ma va contemplato nella prospettiva della vita eterna.
Questo pensiero è decisivo per la vita cristiana.
Passi Scritturistici
Fil 4,4-13
4Rallegratevi
nel
Signore,
sempre;
ve
lo
ripeto
ancora,
rallegratevi.
5La
vostra
affabilità
sia
nota
a
tutti
gli
uomini.
Il
Signore
è
vicino!
6Non
angustiatevi
per
nulla,
ma
in
ogni
necessità
esponete
a
Dio
le
vostre
richieste,
con
preghiere,
suppliche
e
ringraziamenti;
7e
la
pace
di
Dio,
che
sorpassa
ogni
intelligenza,
custodirà
i
vostri
cuori
e
i
vostri
pensieri in Cristo Gesù.
8In
conclusione,
fratelli,
tutto
quello
che
è
vero,
nobile,
giusto,
puro,
amabile,
onorato,
quello
che
è
virtù
e
merita
lode,
tutto
questo
sia
oggetto
dei
vostri
pensieri.
9Ciò
che
avete imparato, ricevuto, ascoltato e veduto in me, è quello che dovete fare. E il Dio della pace sarà con voi!
10Ho
provato
grande
gioia
nel
Signore,
perché
finalmente
avete
fatto
rifiorire
i
vostri
sentimenti
nei
miei
riguardi:
in
realtà
li
avevate
anche
prima,
ma
non
ne
avete
avuta
l’occasione.
11Non
dico
questo
per
bisogno,
poiché
ho
imparato
a
bastare
a
me
stesso
in
ogni
occasione;
12ho
imparato
ad
essere
povero
e
ho
imparato
ad
essere
ricco;
sono
iniziato a tutto, in ogni maniera: alla sazietà e alla fame, all’abbondanza e all’indigenza. 13Tutto posso in colui che mi dà la forza.
Lc 17,7-10
7Chi
di
voi,
se
ha
un
servo
ad
arare
o
a
pascolare
il
gregge,
gli
dirà
quando
rientra
dal
campo:
Vieni
subito
e
mettiti
a
tavola?
8Non
gli
dirà
piuttosto:
Preparami
da
mangiare,
rimboccati
la
veste
e
servimi,
finché
io
abbia
mangiato
e
bevuto,
e
dopo
mangerai
e
berrai
anche
tu?
9Si
riterrà
obbligato
verso
il
suo
servo,
perché
ha
eseguito
gli
ordini
ricevuti? 10Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare».