SteveR Copyright © 2025 - Associazione Amici di Padre Bernard - P.Iva/C.F. 97276740582 - All rights reserved Policy
Cristo, nostra speranza
Iniziazione alla preghiera 4
Prima
di
riflettere
sulle
condizioni
di
una
vera
decisione
spirituale,
meditiamo
sul
dono
che
riceviamo
da
Cristo
risorto:
egli
è
la
nostra
speranza
e
ci
comunica
la
vita
della
grazia
che ci permette di superare tutte le difficoltà interiori ed esteriori.
1 – CRISTO RISORTO È LA NOSTRA SPERANZA
La
nostra
fede
ci
insegna
che
Gesù
è
venuto
per
salvare
tutti
gli
uomini,
ma
le
difficoltà
di
ogni
genere
che
incontriamo
nella
nostra
esistenza
ci
pongono
un
interrogativo:
avrò IO la forza di superare tutte le difficoltà?
In questo consiste la speranza: aspettare dall’aiuto di Dio la capacità di superare tutte le difficoltà, tutto ciò che è negativo.
– La speranza essenziale consiste dunque nel superare la morte e giungere alla vita eterna.
Cristo risorto è pegno e artefice della nostra speranza.
Ef 2,11-22: noi facciamo parte di Cristo essendo membri del suo corpo mistico, che è la Chiesa.
– Cristo ci permette di superare tutte le difficoltà della vita cristiana.
2Tm 2,1-13
Non consideriamo le prove della vita cristiana come incidenti di percorso, ma come la condizione normale del cristiano.
2 – L’AIUTO DI CRISTO RISORTO
Ora consideriamo vari aspetti della grazia di Cristo risorto soprattutto attraverso l’esperienza di San Paolo.
–
La
grazia
ci
guarisce
dalle
debolezze
e
dalle
ferite
che
provengono
dal
peccato.
Tutti
noi
facciamo
l’esperienza
di
una
certa
debolezza
interiore
che
ci
lascia
troppo
sensibili
alle attrattive del peccato.
Rm 6,8-12
Contro
questa
debolezza
possiamo
usare
mezzi
psicologici,
ma
dobbiamo
soprattutto
pensare
che
la
grazia
di
Cristo
ci
permette
di
vivere
autenticamente
la
vita
cristiana
pur attraverso le manifestazioni di debolezza.
– La grazia quindi ci fortifica
2 Cor 12,5-10
La
condizione
per
superare
la
debolezza
in
ogni
campo
è
la
preghiera.
Non
che
la
preghiera
faccia
scomparire
la
prova
o
la
sofferenza
(magari
avremo
sempre
la
stessa
forma di debolezza interiore), ma grazie alla preghiera il Signore ci permette di agire sempre secondo la sua volontà.
La presenza di debolezze non impedisce la crescita spirituale se sappiamo crescere nella pazienza, nell’umiltà e nella fiducia.
Dove andiamo spesso che Cristo rimanga con noi.
– La grazia ci illumina
La grazia di Cristo non è solo un aiuto per vincere la nostra debolezza, ma è anche la luce che dilata il cuore e ci permette di percepire il senso profondo della nostra vita.
Ef 3,14-21
Questa illuminazione della mente del cuore ci viene sempre attraverso la preghiera e la meditazione umile e perseverante della parola di Dio.
Passi Scritturistici
Ef 2,11-22
11Perciò
ricordatevi
che
un
tempo
voi,
pagani
per
nascita,
chiamati
incirconcisi
da
quelli
che
si
dicono
circoncisi
perché
tali
sono
nella
carne
per
mano
di
uomo,
12ricordatevi
che
in
quel
tempo
eravate
senza
Cristo,
esclusi
dalla
cittadinanza
d’Israele,
estranei
ai
patti
della
promessa,
senza
speranza
e
senza
Dio
in
questo
mondo.
13Ora
invece,
in
Cristo
Gesù,
voi
che
un
tempo
eravate
i
lontani
siete
diventati
i
vicini
grazie
al
sangue
di
Cristo.
14Egli
infatti
è
la
nostra
pace,
colui
che
ha
fatto
dei
due
un
popolo
solo,
abbattendo
il
muro
di
separazione
che
era
frammezzo,
cioè
l’inimicizia,
15annullando,
per
mezzo
della
sua
carne,
la
legge
fatta
di
prescrizioni
e
di
decreti,
per
creare
in
se
stesso,
dei
due,
un
solo
uomo
nuovo,
facendo
la
pace,
16e
per
riconciliare
tutti
e
due
con
Dio
in
un
solo
corpo,
per
mezzo
della
croce,
distruggendo
in
se
stesso
l’inimicizia.
17Egli
è
venuto
perciò
ad
annunziare
pace
a
voi
che
eravate
lontani
e
pace
a
coloro
che
erano
vicini.
18Per
mezzo
di
lui
possiamo
presentarci,
gli
uni
e
gli
altri,
al
Padre
in
un
solo Spirito.
19Così
dunque
voi
non
siete
più
stranieri
né
ospiti,
ma
siete
concittadini
dei
santi
e
familiari
di
Dio,
20edificati
sopra
il
fondamento
degli
apostoli
e
dei
profeti,
e
avendo
come
pietra
angolare
lo
stesso
Cristo
Gesù.
21In
lui
ogni
costruzione
cresce
ben
ordinata
per
essere
tempio
santo
nel
Signore;
22in
lui
anche
voi
insieme
con
gli
altri
venite
edificati
per diventare dimora di Dio per mezzo dello Spirito.
2 Tm 2,1-13
1Tu
dunque,
figlio
mio,
attingi
sempre
forza
nella
grazia
che
è
in
Cristo
Gesù
2e
le
cose
che
hai
udito
da
me
in
presenza
di
molti
testimoni,
trasmettile
a
persone
fidate,
le
quali
siano in grado di ammaestrare a loro volta anche altri.
3Insieme
con
me
prendi
anche
tu
la
tua
parte
di
sofferenze,
come
un
buon
soldato
di
Cristo
Gesù.
4Nessuno
però,
quando
presta
servizio
militare,
s’intralcia
nelle
faccende
della
vita
comune,
se
vuol
piacere
a
colui
che
l’ha
arruolato.
5Anche
nelle
gare
atletiche,
non
riceve
la
corona
se
non
chi
ha
lottato
secondo
le
regole.
6L’agricoltore
poi
che
si
affatica, dev’essere il primo a cogliere i frutti della terra. 7Cerca di comprendere ciò che voglio dire; il Signore certamente ti darà intelligenza per ogni cosa.
8Ricordati
che
Gesù
Cristo,
della
stirpe
di
Davide,
è
risuscitato
dai
morti,
secondo
il
mio
vangelo,
9a
causa
del
quale
io
soffro
fino
a
portare
le
catene
come
un
malfattore;
ma
la
parola
di
Dio
non
è
incatenata!
10Perciò
sopporto
ogni
cosa
per
gli
eletti,
perché
anch’essi
raggiungano
la
salvezza
che
è
in
Cristo
Gesù,
insieme
alla
gloria
eterna.
11Certa
è
questa parola:
Se moriamo con lui, vivremo anche con lui;
12se con lui perseveriamo, con lui anche regneremo;
se lo rinneghiamo, anch’egli ci rinnegherà;
13se noi manchiamo di fede, egli però rimane fedele,
perché non può rinnegare se stesso.
Rm 6,8-12
8Ma
se
siamo
morti
con
Cristo,
crediamo
che
anche
vivremo
con
lui,
9sapendo
che
Cristo
risuscitato
dai
morti
non
muore
più;
la
morte
non
ha
più
potere
su
di
lui.
10Per
quanto
riguarda
la
sua
morte,
egli
morì
al
peccato
una
volta
per
tutte;
ora
invece
per
il
fatto
che
egli
vive,
vive
per
Dio.
11Così
anche
voi
consideratevi
morti
al
peccato,
ma
viventi
per
Dio, in Cristo Gesù.
12Non regni più dunque il peccato nel vostro corpo mortale, sì da sottomettervi ai suoi desideri […]
2 Cor 12,5-10
5Di
lui
io
mi
vanterò!
Di
me
stesso
invece
non
mi
vanterò
fuorchè
delle
mie
debolezze.
6Certo,
se
volessi
vantarmi,
non
sarei
insensato,
perché
direi
solo
la
verità;
ma
evito
di
farlo, perché nessuno mi giudichi di più di quello che vede o sente da me.
7Perché
non
montassi
in
superbia
per
la
grandezza
delle
rivelazioni,
mi
è
stata
messa
una
spina
nella
carne,
un
inviato
di
satana
incaricato
di
schiaffeggiarmi,
perché
io
non
vada
in
superbia.
8A
causa
di
questo
per
ben
tre
volte
ho
pregato
il
Signore
che
l’allontanasse
da
me.
9Ed
egli
mi
ha
detto:
«Ti
basta
la
mia
grazia;
la
mia
potenza
infatti
si
manifesta
pienamente
nella
debolezza».
Mi
vanterò
quindi
ben
volentieri
delle
mie
debolezze,
perché
dimori
in
me
la
potenza
di
Cristo.
10Perciò
mi
compiaccio
nelle
mie
infermità, negli oltraggi, nelle necessità, nelle persecuzioni, nelle angosce sofferte per Cristo: quando sono debole, è allora che sono forte.
Ef 3,14-21
14Per
questo,
dico,
io
piego
le
ginocchia
davanti
al
Padre,
15dal
quale
ogni
paternità
nei
cieli
e
sulla
terra
prende
nome,
16perché
vi
conceda,
secondo
la
ricchezza
della
sua
gloria,
di
essere
potentemente
rafforzati
dal
suo
Spirito
nell’uomo
interiore.
17Che
il
Cristo
abiti
per
la
fede
nei
vostri
cuori
e
così,
radicati
e
fondati
nella
carità,
18siate
in
grado
di
comprendere
con
tutti
i
santi
quale
sia
l’ampiezza,
la
lunghezza,
l’altezza
e
la
profondità,
19e
conoscere
l’amore
di
Cristo
che
sorpassa
ogni
conoscenza,
perché
siate
ricolmi
di tutta la pienezza di Dio.
20A colui che in tutto ha potere di fare
molto più di quanto possiamo domandare o pensare,
secondo la potenza che gia opera in noi,
21a lui la gloria nella Chiesa e in Cristo Gesù
per tutte le generazioni, nei secoli dei secoli! Amen.