SteveR Copyright © 2025 - Associazione Amici di Padre Bernard - P.Iva/C.F. 97276740582 - All rights reserved Policy
Il Ministero Apostolico (2Cor 5,11-21)
LUMEN CHRISTI B 34
Per
intendere
bene
il
pensiero
di
san
Paolo
sul
ministero
apostolico,
bisogna
tenere
presente
la
situazione
delicata
della
comunità
di
Corinto
nei
confronti
dell’Apostolo:
c’erano
divisioni, contestazioni della personalità stessa di Paolo.
1- SERVIZIO DI CRISTO
2Cor
5,11-15:
è
molto
probabile
che
san
Paolo
risponde
a
un’obiezione
mossagli
dai
suoi
contestatori,
e
cioè
che
egli
non
è
costante
nel
suo
modo
di
trattare
con
i
corinti:
ora
severo, ora mite.
La
risposta
fondamentale
è
che
l’unica
regola
dell’apostolo
è
il
servizio
di
Cristo:
non
solo
l’apostolo
agisce
in
virtù
della
fede,
ma
è
anche
mosso
dall’amore
di
Cristo
per
tutti,
al
quale
egli
deve
corrispondere.
Tale
legge
è
di
difficile
applicazione
perché
espone
ai
rimproveri
di
severità
eccessiva
o
di
accondiscendenza
colpevole.
Non
si
può
enunciare
una regola universale e costante, ma appellarsi ad un discernimento il cui principio è l’amore di Cristo.
Gal
1,11-17:
fondamento
dell’autorità
e
dello
zelo
di
Paolo
è
la
sua
chiamata
alla
vita
apostolica.
Essa
spiega
la
veemenza
abituale
della
sua
predicazione;
soltanto
la
carità
profonda verso i suoi fedeli lo può portare alla mansuetudine e alla comprensione.
1Cor
9,19-23:
San
Paolo
dà
un
esempio
della
sua
volontà
di
farsi
tutto
a
tutti.
Non
perché
egli
avesse
qualche
interesse
personale,
ma
soltanto
per
l’amore
di
Cristo
e
per
essere fedele alla sua missione evangelizzatrice.
2Cor
5,16-17:
questi
versetti
sono
probabilmente
una
risposta
a
coloro
che
obiettavano
a
Paolo
di
non
aver
conosciuto
contrariamente
a
loro,
Cristo
nella
carne.
Per
Paolo
invece
conta
soltanto
il
contatto
con
Cristo
risorto
mediante
la
fede.
Coloro
che
hanno
visto
Gesù
senza
credere
non
ne
traggono
alcun
vantaggio.
Ciò
che
conta
è
la
nuova
creatura: la novità continua dell’azione di Dio.
2 – LA RICONCILIAZIONE
2Cor 5,18-21: la persona stessa di Cristo va riferita anch’essa alla persona del Padre. Il Padre è la sorgente di tutto e in particolare del Disegno di salvezza.
L’iniziativa
della
salvezza
appartiene
al
Padre
che
dispone
tutto
secondo
il
suo
volere.
Tale
convincimento
di
Paolo
scaturisce
sia
dalla
sua
tradizione
ebraica
(che
contempla
sempre la causa suprema)che dalla propria esperienza
L’ordine della vita apostolica è quindi il seguente: il Padre – Cristo – la Chiesa apostolica.
Dicendo riconciliazione san Paolo insiste sull’aspetto interpersonale della Redenzione, la quale è restauro e rinnovo dell’alleanza fra Dio e l’uomo.
Anche la nozione di ambasciatore mette l’accento sul rapporto personale dell’apostolo a Cristo e la sua totale dipendenza nei confronti del Padre e del Cristo.
“Dio lo trattò da peccato”: meglio probabilmente: “da sacrificio per il peccato”. È la stessa parola ebraica.
Passi Scritturistici
2Cor 5,11-15
11
Consapevoli
dunque
del
timore
del
Signore,
noi
cerchiamo
di
convincere
gli
uomini;
per
quanto
invece
riguarda
Dio,
gli
siamo
ben
noti.
E
spero
di
esserlo
anche
davanti
alle
vostre
coscienze.
12
Non
ricominciamo
a
raccomandarci
a
voi,
ma
è
solo
per
darvi
occasione
di
vanto
a
nostro
riguardo,
perché
abbiate
di
che
rispondere
a
coloro
il
cui
vanto
è
esteriore
e
non
nel
cuore.
13
Se
infatti
siamo
stati
fuori
di
senno,
era
per
Dio;
se
siamo
assennati,
è
per
voi.
14
Poiché
l`amore
del
Cristo
ci
spinge,
al
pensiero
che
uno
è
morto
per tutti e quindi tutti sono morti. 15 Ed egli è morto per tutti, perché quelli che vivono non vivano più per se stessi, ma per colui che è morto e risuscitato per loro.
Gal 1,11-17
11
Vi
dichiaro
dunque,
fratelli,
che
il
vangelo
da
me
annunziato
non
è
modellato
sulluomo;
12
infatti
io
non
lho
ricevuto
né
lho
imparato
da
uomini,
ma
per
rivelazione
di
Gesù
Cristo.
13
Voi
avete
certamente
sentito
parlare
della
mia
condotta
di
un
tempo
nel
giudaismo,
come
io
perseguitassi
fieramente
la
Chiesa
di
Dio
e
la
devastassi,
14
superando
nel
giudaismo
la
maggior
parte
dei
miei
coetanei
e
connazionali,
accanito
comero
nel
sostenere
le
tradizioni
dei
padri.
15
Ma
quando
colui
che
mi
scelse
fin
dal
seno
di
mia
madre
e
mi
chiamò
con
la
sua
grazia
si
compiacque
16
di
rivelare
a
me
suo
Figlio
perché
lo
annunziassi
in
mezzo
ai
pagani,
subito,
senza
consultare
nessun
uomo,
17
senza
andare a Gerusalemme da coloro che erano apostoli prima di me, mi recai in Arabia e poi ritornai a Damasco.
1Cor 9,19-23
19
Infatti,
pur
essendo
libero
da
tutti,
mi
sono
fatto
servo
di
tutti
per
guadagnarne
il
maggior
numero:
20
mi
sono
fatto
Giudeo
con
i
Giudei,
per
guadagnare
i
Giudei;
con
coloro
che
sono
sotto
la
legge
sono
diventato
come
uno
che
è
sotto
la
legge,
pur
non
essendo
sotto
la
legge,
allo
scopo
di
guadagnare
coloro
che
sono
sotto
la
legge.
21
Con
coloro
che
non
hanno
legge
sono
diventato
come
uno
che
è
senza
legge,
pur
non
essendo
senza
la
legge
di
Dio,
anzi
essendo
nella
legge
di
Cristo,
per
guadagnare
coloro
che
sono
senza
legge.
22
Mi
sono
fatto
debole
con
i
deboli,
per
guadagnare
i
deboli;
mi
sono
fatto
tutto
a
tutti,
per
salvare
ad
ogni
costo
qualcuno.
23
Tutto
io
faccio
per
il
vangelo,
per
diventarne partecipe con loro.
2Cor 5,16-17
16
Cosicché
ormai
noi
non
conosciamo
più
nessuno
secondo
la
carne;
e
anche
se
abbiamo
conosciuto
Cristo
secondo
la
carne,
ora
non
lo
conosciamo
più
così.
17
Quindi
se
uno è in Cristo, è una creatura nuova; le cose vecchie sono passate, ecco ne sono nate di nuove.
2Cor 5,18-21
18
Tutto
questo
però
viene
da
Dio,
che
ci
ha
riconciliati
con
sé
mediante
Cristo
e
ha
affidato
a
noi
il
ministero
della
riconciliazione.
19
E`
stato
Dio
infatti
a
riconciliare
a
sé
il
mondo
in
Cristo,
non
imputando
agli
uomini
le
loro
colpe
e
affidando
a
noi
la
parola
della
riconciliazione.
20
Noi
fungiamo
quindi
da
ambasciatori
per
Cristo,
come
se
Dio
esortasse
per
mezzo
nostro.
Vi
supplichiamo
in
nome
di
Cristo:
lasciatevi
riconciliare
con
Dio.
21
Colui
che
non
aveva
conosciuto
peccato,
Dio
lo
trattò
da
peccato
in
nostro
favore, perché noi potessimo diventare per mezzo di lui giustizia di Dio.