SteveR Copyright © 2025 - Associazione Amici di Padre Bernard - P.Iva/C.F. 97276740582 - All rights reserved Policy
“Io sono la Vera Vite” (Gv 15,1)
Iniziazione alla preghiera (B) 6
Dopo
aver
meditato
come
la
vita
di
Cristo
si
inserisca
in
tutta
la
nostra
vita
umana
(che
Cristo
ha
preso
su
di
sé),
meditiamo
ora
un
aspetto
complementare,
e
cioè
che
noi
siamo i tralci che ricevono la vita dalla vite di cui facciamo parte.
Fra tutte le culture, la vigna è quella che dipende di più sia da lavoro che dal ritmo delle stagioni. Essa vale di più per il suo frutto che non per il legno che non ha valore.
1 – IL POPOLO DI DIO COME VIGNA
La
Bibbia
paragona
il
popolo
di
Dio
a
una
vigna
che
egli
ama,
protegge,
cura
e
dalla
quale
aspetta
un
frutto
duraturo.
Anche
noi
siamo
oggetto
della
benevolenza
e
della
provvidenza di Dio. Purtroppo il popolo di Dio non ha risposto alle sue attese.
Is 5,1-7 (Ez 19,10-14): l’atteggiamento fondamentale di Dio verso di noi è di amore. La sua legge non è altro che esigenza di amore e di santità.
Mc
12,1-11:
in
questo
passo
è
riassunta
tutta
la
storia
del
popolo
ebreo
che
non
fu
fedele
all’Alleanza.
Esso
non
ha
riconosciuto
il
Figlio
che
è
stato
mandato
per
coltivare
la
vigna e renderla feconda.
2 – “IO SONO LA VITE, VOI TRALCI” (Gv 15,5)
Gv
15,1-11:
in
questo
passo
è
indicato
un
cambiamento
decisivo
della
nostra
condizione
nei
confronti
di
Dio.
Non
è
più
coltivazione
esterna,
ma
interiorità
reciproca
tra
Cristo e noi: ”Chi rimane in me e io in lui”(v. 5).Tale interiorità reciproca e comunicazione di amore e di vita.
La vita passa dalla vite ai tralci tramite la stessa linfa.
– Notiamo subito l’aspetto dinamico di questa vita: si tratta di portare frutti.
–
”Senza
di
me
non
potete
far
nulla”
(v.
5).
Noi
abbiamo
sempre
la
sensazione
di
potere
fare
poco,
ma
comunque
qualcosa!
Gesù
invece
ci
insegna
che
la
nostra
dipendenza
da
lui
e
radicale.
Tutto
dipende
da
lui
nell’ordine
della
vita
spirituale:
quindi
il
nostro
dev’essere
un
atteggiamento
di
apertura,
di
accoglienza
e
di
fiducia
totale.
– Necessità della purificazione: ”Ogni tralcio che porta frutto, lo pota”. Tale è la legge della vita: il fruttificare suppone l’accettazione della sofferenza purificatrice.
1
Pt
1,3-9:
I
primi
cristiani
avevano
coscienza
viva
della
necessità
della
prova
per
arrivare
alla
maturità
della
fede
e
per
loro
questa
prova
poteva
essere
quella
decisiva
del
martirio.
Noi,
invece,
consideriamo
ogni
prova
o
sofferenza
come
cosa
anomala,
strana
e
non
capiamo
che
il
Signore
vuole
da
noi
una
vita
sempre
più
bella.
Come
dice
Platone:«Le cose belle sono difficili”!
–
”Portare
molto
frutto
ed
essere
discepoli”(v.
8).
L’unione
con
Cristo,
e
quindi
limitazione
della
sua
vita
e
l’ascolto
del
suo
messaggio,
va
sempre
di
pari
passo
con
la
fecondità della vita. Non solo la vita è feconda per noi, e in tal modo ingenera la gioia, ma anche per gli altri in quanto siamo rivelatori di Cristo e apostoli del Vangelo.
– “Rimanete nel mio amore”(v. 9): questo amore è lo stesso che passa dal Padre al Figlio e si diffonde noi per mezzo dello Spirito Santo.
Passi Scritturistici
Is 5,1-7
1Canterò per il mio diletto
il mio cantico d’amore per la sua vigna.
Il mio diletto possedeva una vigna
sopra un fertile colle.
2Egli l’aveva vangata e sgombrata dai sassi
e vi aveva piantato scelte viti;
vi aveva costruito in mezzo una torree scavato anche un tino.
Egli aspettò che producesse uva,
ma essa fece uva selvatica.
3Or dunque, abitanti di Gerusalemme
e uomini di Giuda,
siate voi giudici fra me e la mia vigna.
4Che cosa dovevo fare ancora alla mia vigna
che io non abbia fatto?
Perché, mentre attendevo che producesse uva,
essa ha fatto uva selvatica?
5Ora voglio farvi conoscere
ciò che sto per fare alla mia vigna:
toglierò la sua siepe
e si trasformerà in pascolo;
demolirò il suo muro di cinta
e verrà calpestata.
6La renderò un deserto,
non sarà potata né vangata
e vi cresceranno rovi e pruni;
alle nubi comanderò di non mandarvi la pioggia.
7Ebbene, la vigna del Signore degli eserciti
è la casa di Israele;
gli abitanti di Giuda
la sua piantagione preferita.
Egli si aspettava giustizia
ed ecco spargimento di sangue,
attendeva rettitudine
ed ecco grida di oppressi.
Ez 19,10-14
10Tua madre era come una vite
piantata vicino alle acque.
Era rigogliosa e frondosa
per l’abbondanza dell’acqua;
11ebbe rami robusti
buoni per scettri regali;
il suo fusto si elevò
in mezzo agli arbusti
mirabile per la sua altezza
e per l’abbondanza dei suoi rami.
12Ma essa fu sradicata con furore
e gettata a terra;
il vento d’oriente la disseccò,
disseccò i suoi frutti;
il suo ramo robusto inaridì
e il fuoco lo divorò.
13Ora è trapiantata nel deserto,
in una terra secca e riarsa;
14un fuoco uscì da un suo ramo,
divorò tralci e frutti
ed essa non ha più alcun ramo robusto,
uno scettro per dominare».
Questo è un lamento e come lamento è passato nell’uso.
Mc 12,1-11
1Gesù
si
mise
a
parlare
loro
in
parabole:
«Un
uomo
piantò
una
vigna,
vi
pose
attorno
una
siepe,
scavò
un
torchio,
costruì
una
torre,
poi
la
diede
in
affitto
a
dei
vignaioli
e
se
ne
andò
lontano.
2A
suo
tempo
inviò
un
servo
a
ritirare
da
quei
vignaioli
i
frutti
della
vigna.
3Ma
essi,
afferratolo,
lo
bastonarono
e
lo
rimandarono
a
mani
vuote.
4Inviò
loro
di
nuovo
un
altro
servo:
anche
quello
lo
picchiarono
sulla
testa
e
lo
coprirono
di
insulti.
5Ne
inviò
ancora
un
altro,
e
questo
lo
uccisero;
e
di
molti
altri,
che
egli
ancora
mandò,
alcuni
li
bastonarono,
altri
li
uccisero.
6Aveva
ancora
uno,
il
figlio
prediletto:
lo
inviò
loro
per
ultimo,
dicendo:
Avranno
rispetto
per
mio
figlio!
7Ma
quei
vignaioli
dissero
tra
di
loro:
Questi
è
l’erede;
su,
uccidiamolo
e
l’eredità
sarà
nostra.
8E
afferratolo,
lo
uccisero
e
lo
gettarono
fuori
della
vigna.
9Che
cosa
farà
dunque
il
padrone
della
vigna?
Verrà
e
sterminerà
quei vignaioli e darà la vigna ad altri. 10Non avete forse letto questa Scrittura:
La pietra che i costruttori hanno scartata
è diventata testata d’angolo;
11dal Signore è stato fatto questo
ed è mirabile agli occhi nostri»?
Gv 15,1-11
1«Io
sono
la
vera
vite
e
il
Padre
mio
è
il
vignaiolo.
2Ogni
tralcio
che
in
me
non
porta
frutto,
lo
toglie
e
ogni
tralcio
che
porta
frutto,
lo
pota
perché
porti
più
frutto.
3Voi
siete
gia
mondi,
per
la
parola
che
vi
ho
annunziato.
4Rimanete
in
me
e
io
in
voi.
Come
il
tralcio
non
può
far
frutto
da
se
stesso
se
non
rimane
nella
vite,
così
anche
voi
se
non
rimanete
in
me.
5Io
sono
la
vite,
voi
i
tralci.
Chi
rimane
in
me
e
io
in
lui,
fa
molto
frutto,
perché
senza
di
me
non
potete
far
nulla.
6Chi
non
rimane
in
me
viene
gettato
via
come
il
tralcio
e
si
secca,
e
poi
lo
raccolgono
e
lo
gettano
nel
fuoco
e
lo
bruciano.
7Se
rimanete
in
me
e
le
mie
parole
rimangono
in
voi,
chiedete
quel
che
volete
e
vi
sarà
dato.
8In
questo
è
glorificato
il
Padre
mio:
che
portiate
molto
frutto
e
diventiate
miei
discepoli.
9Come
il
Padre
ha
amato
me,
così
anch’io
ho
amato
voi.
Rimanete
nel
mio
amore.
10Se
osserverete
i
miei
comandamenti,
rimarrete
nel
mio
amore,
come
io
ho
osservato
i
comandamenti
del
Padre
mio
e
rimango
nel
suo
amore.
11Questo
vi
ho
detto
perché
la
mia
gioia
sia
in
voi e la vostra gioia sia piena.
1 Pt 1,3-9
3Sia
benedetto
Dio
e
Padre
del
Signore
nostro
Gesù
Cristo;
nella
sua
grande
misericordia
egli
ci
ha
rigenerati,
mediante
la
risurrezione
di
Gesù
Cristo
dai
morti,
per
una
speranza
viva,
4per
una
eredità
che
non
si
corrompe,
non
si
macchia
e
non
marcisce.
Essa
è
conservata
nei
cieli
per
voi,
5che
dalla
potenza
di
Dio
siete
custoditi
mediante
la
fede, per la vostra salvezza, prossima a rivelarsi negli ultimi tempi.
6Perciò
siete
ricolmi
di
gioia,
anche
se
ora
dovete
essere
un
pò
afflitti
da
varie
prove,
7perché
il
valore
della
vostra
fede,
molto
più
preziosa
dell’oro,
che,
pur
destinato
a
perire,
tuttavia
si
prova
col
fuoco,
torni
a
vostra
lode,
gloria
e
onore
nella
manifestazione
di
Gesù
Cristo:
8voi
lo
amate,
pur
senza
averlo
visto;
e
ora
senza
vederlo
credete
in
lui.
Perciò
esultate di gioia indicibile e gloriosa, 9mentre conseguite la mèta della vostra fede, cioè la salvezza delle anime.