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La Fede Fiduciosa (Gv 11,17-44)
Iniziazione alla preghiera (B) 13
La
fede
in
Gesù
richiede
sempre
un
sforzo
per
percepire,
nell’umanità
visibile,
la
presenza
di
Dio
invisibile.
Questa
fede
non
si
ferma
alla
contemplazione
della
persona
del
Figlio, si estende a tutta la realtà del Cristo Salvatore, che è luce, vita, benevolenza verso di noi. La fede è adesione fiduciosa all’unico Salvatore che è via, verità e vita.
Gv
11,17-37.
Leggiamo
questo
brano
meditando
la
fiducia
di
Marta
e
Maria:
“Signore,
se
tu
fossi
stato
qui”.
Questa
fiducia
però
non
è
totale,
poiché
esige
la
presenza
corporale
di Gesù e non crede sia possibile superare la morte. Invece Gesù porta la fede la sua pienezza.
Dire
che
Gesù
è
la
vita
significa
che
Egli
è
capace
di
vincere
la
morte
e,
quindi,
la
malattia
che
ne
è
il
segno.
Le
guarigioni
fatte
da
Gesù
sono
segno
della
sua
potenza
divina sulla morte e sulla vita.
Il cristianesimo è dottrina di vita (Sap 1,12-16)
Se
Dio
non
ha
creato
la
morte,
ma
la
nostra
morte
dolorosa
è
frutto
del
peccato,
che
è
separazione
dalla
sorgente
di
vita,
possiamo
capire
come
Gesù
piange
sul
Lazzaro.
Di fronte alla morte, la sofferenza è reazione normale, ma è necessario ritrovare la fiducia in Dio-amore.
Gv
10,7
18.
Se,
in
fondo,
la
nostra
è
fede
nella
vita
e
quindi
nel
superamento
della
morte
mediante
la
risurrezione,
la
fiducia
deve
estendersi
a
tutte
le
circostanze
della
nostra
vita. Gesù ci conosce ed è sempre vivo per intercedere per noi (Eb 7,25) e comunicarci la vita.
Egli è il buon pastore.
La fede viva richiede di tenere sempre desta la certezza dell’amore premuroso e onnipotente di Gesù.
Egli conosce la nostra natura, le nostre debolezze, le nostre necessità e chiede soltanto che ci rivolgiamo a lui:
– come maestro di vita
– come modello
– come intercessore e avvocato
2 Tm 2,3-13
La fiducia va esercitata soprattutto nelle difficoltà della vita e così vediamo san Paolo esortare il suo discepolo Timoteo alla fiducia totale in Cristo.
La
vita
cristiana,
soprattutto
quella
apostolica,
comporta
una
parte
di
sofferenze
e
di
tribolazioni.
Questa
è
la
nostra
condizione
e
ne
erano
convinti
primi
cristiani
che
vivevano sotto la minaccia delle persecuzioni.
La sofferenza accettata in unione con la Passione del Cristo è feconda:
– per noi, perché ci fa crescere nella fede e la speranza
– per gli altri, perché opera in loro la vita, secondo la legge misteriosa per mistero pasquale.
Il fondamento della nostra fiducia totale in Dio è la convinzione che tutta la nostra vita va vissuta come partecipazione a quella di Gesù nel suo mistero pasquale.
”Se noi manchiamo di fede, egli però rimane fedele”.
Passi Scritturistici
Gv 11,17-44
17Venne
dunque
Gesù
e
trovò
Lazzaro
che
era
già
da
quattro
giorni
nel
sepolcro.
18Betània
distava
da
Gerusalemme
meno
di
due
miglia
19e
molti
Giudei
erano
venuti
da
Marta
e
Maria
per
consolarle
per
il
loro
fratello.
20Marta
dunque,
come
seppe
che
veniva
Gesù,
gli
andò
incontro;
Maria
invece
stava
seduta
in
casa.
21Marta
disse
a
Gesù:
«Signore,
se
tu
fossi
stato
qui,
mio
fratello
non
sarebbe
morto!
22Ma
anche
ora
so
che
qualunque
cosa
chiederai
a
Dio,
egli
te
la
concederà».
23Gesù
le
disse:
«Tuo
fratello
risusciterà».
24Gli
rispose
Marta:
«So
che
risusciterà
nell’ultimo
giorno».
25Gesù
le
disse:
«Io
sono
la
risurrezione
e
la
vita;
chi
crede
in
me,
anche
se
muore,
vivrà;
26chiunque
vive e crede in me, non morrà in eterno. Credi tu questo?». 27Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio che deve venire nel mondo».
28Dopo
queste
parole
se
ne
andò
a
chiamare
di
nascosto
Maria,
sua
sorella,
dicendo:
«Il
Maestro
è
qui
e
ti
chiama».
29Quella,
udito
ciò,
si
alzò
in
fretta
e
andò
da
lui.
30Gesù
non
era
entrato
nel
villaggio,
ma
si
trovava
ancora
là
dove
Marta
gli
era
andata
incontro.
31Allora
i
Giudei
che
erano
in
casa
con
lei
a
consolarla,
quando
videro
Maria
alzarsi
in
fretta
e
uscire,
la
seguirono
pensando:
«Va
al
sepolcro
per
piangere
là».
32Maria,
dunque,
quando
giunse
dov’era
Gesù,
vistolo
si
gettò
ai
suoi
piedi
dicendo:
«Signore,
se
tu
fossi
stato
qui,
mio
fratello
non
sarebbe
morto!».
33Gesù
allora
quando
la
vide
piangere
e
piangere
anche
i
Giudei
che
erano
venuti
con
lei,
si
commosse
profondamente,
si
turbò
e
disse:
34«Dove
l’avete
posto?».
Gli
dissero:
«Signore,
vieni
a
vedere!».
35Gesù
scoppiò
in
pianto.
36Dissero
allora
i
Giudei:
«Vedi
come
lo
amava!».
37Ma
alcuni
di
loro
dissero: «Costui che ha aperto gli occhi al cieco non poteva anche far sì che questi non morisse?».
38Intanto
Gesù,
ancora
profondamente
commosso,
si
recò
al
sepolcro;
era
una
grotta
e
contro
vi
era
posta
una
pietra.
39Disse
Gesù:
«Togliete
la
pietra!».
Gli
rispose
Marta,
la
sorella
del
morto:
«Signore,
già
manda
cattivo
odore,
poiché
è
di
quattro
giorni».
40Le
disse
Gesù:
«Non
ti
ho
detto
che,
se
credi,
vedrai
la
gloria
di
Dio?».
41Tolsero
dunque
la
pietra.
Gesù
allora
alzò
gli
occhi
e
disse:
«Padre,
ti
ringrazio
che
mi
hai
ascoltato.
42Io
sapevo
che
sempre
mi
dai
ascolto,
ma
l’ho
detto
per
la
gente
che
mi
sta
attorno,
perché
credano
che
tu
mi
hai
mandato».
43E,
detto
questo,
gridò
a
gran
voce:
«Lazzaro,
vieni
fuori!».
44Il
morto
uscì,
con
i
piedi
e
le
mani
avvolti
in
bende,
e
il
volto
coperto
da
un
sudario. Gesù disse loro: «Scioglietelo e lasciatelo andare».
Sap 1,12-16
12Non provocate la morte con gli errori della vostra vita,
non attiratevi la rovina con le opere delle vostre mani,
13perché Dio non ha creato la morte
e non gode per la rovina dei viventi.
14Egli infatti ha creato tutto per l’esistenza;
le creature del mondo sono sane,
in esse non c’è veleno di morte,
né gli inferi regnano sulla terra,
15perché la giustizia è immortale.
16Gli empi invocano su di sé la morte
con gesti e con parole,
ritenendola amica si consumano per essa
e con essa concludono alleanza,
perché son degni di appartenerle.
Gv 10,7-18
7Allora
Gesù
disse
loro
di
nuovo:
«In
verità,
in
verità
vi
dico:
io
sono
la
porta
delle
pecore.
8Tutti
coloro
che
sono
venuti
prima
di
me,
sono
ladri
e
briganti;
ma
le
pecore
non
li
hanno
ascoltati.
9Io
sono
la
porta:
se
uno
entra
attraverso
di
me,
sarà
salvo;
entrerà
e
uscirà
e
troverà
pascolo.
10Il
ladro
non
viene
se
non
per
rubare,
uccidere
e
distruggere;
io
sono
venuto
perché
abbiano
la
vita
e
l’abbiano
in
abbondanza.
11Io
sono
il
buon
pastore.
Il
buon
pastore
offre
la
vita
per
le
pecore.
12Il
mercenario
invece,
che
non
è
pastore
e
al
quale
le
pecore
non
appartengono,
vede
venire
il
lupo,
abbandona
le
pecore
e
fugge
e
il
lupo
le
rapisce
e
le
disperde;
13egli
è
un
mercenario
e
non
gli
importa
delle
pecore.
14Io
sono
il
buon
pastore,
conosco
le
mie
pecore
e
le
mie
pecore
conoscono
me,
15come
il
Padre
conosce
me
e
io
conosco
il
Padre;
e
offro
la
vita
per
le
pecore.
16E
ho
altre
pecore
che
non
sono
di
quest’ovile;
anche
queste
io
devo
condurre;
ascolteranno
la
mia
voce
e
diventeranno
un
solo
gregge
e
un
solo
pastore.
17Per
questo
il
Padre
mi
ama:
perché
io
offro
la
mia
vita,
per
poi
riprenderla
di
nuovo.
18Nessuno
me
la
toglie,
ma
la
offro
da
me
stesso,
poiché
ho
il
potere
di
offrirla
e
il
potere
di
riprenderla
di
nuovo. Questo comando ho ricevuto dal Padre mio».
Eb 7,25
25Perciò può salvare perfettamente quelli che per mezzo di lui si accostano a Dio, essendo egli sempre vivo per intercedere a loro favore.
2 Tm 2,3-13
3Insieme
con
me
prendi
anche
tu
la
tua
parte
di
sofferenze,
come
un
buon
soldato
di
Cristo
Gesù.
4Nessuno
però,
quando
presta
servizio
militare,
s’intralcia
nelle
faccende
della
vita
comune,
se
vuol
piacere
a
colui
che
l’ha
arruolato.
5Anche
nelle
gare
atletiche,
non
riceve
la
corona
se
non
chi
ha
lottato
secondo
le
regole.
6L’agricoltore
poi
che
si
affatica, dev’essere il primo a cogliere i frutti della terra. 7Cerca di comprendere ciò che voglio dire; il Signore certamente ti darà intelligenza per ogni cosa.
8Ricordati
che
Gesù
Cristo,
della
stirpe
di
Davide,
è
risuscitato
dai
morti,
secondo
il
mio
vangelo,
9a
causa
del
quale
io
soffro
fino
a
portare
le
catene
come
un
malfattore;
ma
la
parola
di
Dio
non
è
incatenata!
10Perciò
sopporto
ogni
cosa
per
gli
eletti,
perché
anch’essi
raggiungano
la
salvezza
che
è
in
Cristo
Gesù,
insieme
alla
gloria
eterna.
11Certa
è
questa parola:
Se moriamo con lui, vivremo anche con lui;
12se con lui perseveriamo, con lui anche regneremo;
se lo rinneghiamo, anch’egli ci rinnegherà;
13se noi manchiamo di fede, egli però rimane fedele,
perché non può rinnegare se stesso.