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L’Amore del Prossimo (Mt 5,38-48)
Iniziazione alla preghiera (B) 4
Nel
sermone
sulla
montagna,
Gesù
proclama
la
nuova
Legge
che
è
un
rovesciamento
dell’Antica
Legge
e
proprio
sul
punto
più
importante:
l’amore
del
prossimo.
Non
si
è
arrivati
di
un
colpo
alla
nozione
dell’amore
universale,
ma
se
pur
abbozzata
nell’Antica
Legge,
essa
è
diventata
chiara
soltanto
con
la
predicazione
di
Gesù.
E
per
meglio
far
capire l’universalità della Legge dell’amore, egli la presenta in modo paradossale: ”Amate i vostri nemici”.
1 – CHI È IL MIO PROSSIMO?
–
Nell’Antico
Testamento
il
prossimo
si
distingueva
dal
fratello
al
quale
si
è
legati
con
un
legame
naturale.
Il
prossimo
invece
è
la
persona
con
cui
sono
in
rapporto
(Lv
19,13-
18). Il fratello è anche colui con il quale sono legato da rapporti di amicizia (Dt 13,7).
Nel codice dell’Antica Alleanza, il rispetto e l’amore riguardano il ”prossimo” e in questo modo diventano universali (Es 20,16-17).
In realtà però l’orizzonte della Legge difficilmente ha superato quello del popolo eletto. Dopo l’esilio, si restringerà ancor di più il senso del prossimo.
– Il Nuovo Testamento, invece, estende il senso del ”prossimo” a ogni uomo che in Cristo diventa ”fratello”.
–
Egli
consacra
il
comandamento
dell’amore
fraterno
collegandolo
con
quello
dell’amore
di
Dio
e
indicando
che
in
esso
si
compendia
tutta
la
Legge
(Mt
22,34-40;
Rm
13,8-
12).
– Gesù proclama il comandamento dell’amore universale (Mt 5,38-48; 25 31-46).
.
Non
devo
decidere
io
chi
sia
il
mio
prossimo,
ma
ogni
persona
che
ha
bisogno
di
me
diventa
il
mio
prossimo.
Il
prossimo
è
colui
verso
il
quale
mi
rivolgo
per
amore
(Lc
10,29-37).
2 – L’AMORE UNIVERSALE
– Il fondamento dell’amore universale è Dio stesso, Creatore e padre di tutti (Mt 5,43-48).
In
pratica,
per
arrivare
all’amore
universale
devo
posare
sugli
altri
lo
sguardo
stesso
di
Dio,
nutrire
abitualmente
sentimenti
di
benevolenza,
Perché
i
sentimenti
cattivi
si
manifestano nei momenti di minor controllo di sé.
–
Amore
e
sentimento:
l’amore
vero
consiste
nell’agire
bene,
non
necessariamente
nel
nutrire
sentimenti
di
simpatia
che
non
possiamo
sempre
controllare.
Bisogna
però
arrivare a far collimare il voler bene e il sentimento di simpatia.
–
L’amore
del
prossimo
deve
essere
concreto,
ovvero
manifestarsi
nell’azione
(Mt
25,31-46).
Molti
però
sono
i
modi
di
questo
concretarsi
dell’amore:
il
rapporto
di
persona
a
persona, nella famiglia, nell’impegno professionale, nell’impegno socio-politico.
Tutta la nostra azione deve procedere dall’amore e tendere all’amore
–
L’amore
universale
deve
superare
tutte
le
barriere
che
lo
ostacolano:
il
nostro
egocentrismo,
la
nostra
poca
capacità
di
amare,
i
nostri
pregiudizi
di
classe,
di
nazionalità,
di
cultura.
Per la meditazione: Prima lettera di Giovanni
Passi Scritturistici
Lv 19,13-18
13Non opprimerai il tuo prossimo, né lo spoglierai di ciò che è suo; il salario del bracciante al tuo servizio non resti la notte presso di te fino al mattino dopo.
14Non disprezzerai il sordo, né metterai inciampo davanti al cieco, ma temerai il tuo Dio. Io sono il Signore.
15Non
commetterete
ingiustizia
in
giudizio;
non
tratterai
con
parzialità
il
povero,
né
userai
preferenze
verso
il
potente;
ma
giudicherai
il
tuo
prossimo
con
giustizia.
16Non
andrai
in giro a spargere calunnie fra il tuo popolo né coopererai alla morte del tuo prossimo. Io sono il Signore.
17Non
coverai
nel
tuo
cuore
odio
contro
il
tuo
fratello;
rimprovera
apertamente
il
tuo
prossimo,
così
non
ti
caricherai
d’un
peccato
per
lui.
18Non
ti
vendicherai
e
non
serberai
rancore contro i figli del tuo popolo, ma amerai il tuo prossimo come te stesso. Io sono il Signore.
Dt 13,7
7Qualora
il
tuo
fratello,
figlio
di
tuo
padre
o
figlio
di
tua
madre,
o
il
figlio
o
la
figlia
o
la
moglie
che
riposa
sul
tuo
petto
o
l’amico
che
è
come
te
stesso,
t’istighi
in
segreto,
dicendo:
Andiamo, serviamo altri dei, dei che né tu né i tuoi padri avete conosciuti […]
Es 20,16-17
16Non pronunciare falsa testimonianza contro il tuo prossimo.
17Non desiderare la casa del tuo prossimo.
Non desiderare la moglie del tuo prossimo, né il suo schiavo, né la sua schiava, né il suo bue, né il suo asino, né alcuna cosa che appartenga al tuo prossimo”.
Mt 22,34-40
4Allora
i
farisei,
udito
che
egli
aveva
chiuso
la
bocca
ai
sadducei,
si
riunirono
insieme
35e
uno
di
loro,
un
dottore
della
legge,
lo
interrogò
per
metterlo
alla
prova:
36«Maestro,
qual
è
il
più
grande
comandamento
della
legge?».
37Gli
rispose:
«Amerai
il
Signore
Dio
tuo
con
tutto
il
cuore,
con
tutta
la
tua
anima
e
con
tutta
la
tua
mente.
38Questo
è
il
più
grande
e
il
primo
dei
comandamenti.
39E
il
secondo
è
simile
al
primo:
Amerai
il
prossimo
tuo
come
te
stesso.
40Da
questi
due
comandamenti
dipendono
tutta
la
Legge
e
i
Profeti».
Rm 13,8-12
8Non
abbiate
alcun
debito
con
nessuno,
se
non
quello
di
un
amore
vicendevole;
perché
chi
ama
il
suo
simile
ha
adempiuto
la
legge.
9Infatti
il
precetto:
Non
commettere
adulterio,
non
uccidere,
non
rubare,
non
desiderare
e
qualsiasi
altro
comandamento,
si
riassume
in
queste
parole:
Amerai
il
prossimo
tuo
come
te
stesso.
10L’amore
non
fa
nessun male al prossimo: pieno compimento della legge è l’amore.
11Questo
voi
farete,
consapevoli
del
momento:
è
ormai
tempo
di
svegliarvi
dal
sonno,
perché
la
nostra
salvezza
è
più
vicina
ora
di
quando
diventammo
credenti.
12La
notte
è
avanzata, il giorno è vicino. Gettiamo via perciò le opere delle tenebre e indossiamo le armi della luce.
Mt 5,38-48
8Avete
inteso
che
fu
detto:
Occhio
per
occhio
e
dente
per
dente;
39ma
io
vi
dico
di
non
opporvi
al
malvagio;
anzi
se
uno
ti
percuote
la
guanciadestra,
tu
porgigli
anche
l’altra;
40e
a
chi
ti
vuol
chiamare
in
giudizio
per
toglierti
la
tunica,
tu
lascia
anche
il
mantello.
41E
se
uno
ti
costringerà
a
fare
un
miglio,
tu
fanne
con
lui
due.
42Dà
a
chi
ti
domanda
e
a
chi desidera da te un prestito non volgere le spalle.
43Avete
inteso
che
fu
detto:
Amerai
il
tuo
prossimo
e
odierai
il
tuo
nemico;
44ma
io
vi
dico:
amate
i
vostri
nemici
e
pregate
per
i
vostri
persecutori,
45perché
siate
figli
del
Padre
vostro
celeste,
che
fa
sorgere
il
suo
sole
sopra
i
malvagi
e
sopra
i
buoni,
e
fa
piovere
sopra
i
giusti
e
sopra
gli
ingiusti.
46Infatti
se
amate
quelli
che
vi
amano,
quale
merito
ne
avete?
Non
fanno
così
anche
i
pubblicani?
47E
se
date
il
saluto
soltanto
ai
vostri
fratelli,
che
cosa
fate
di
straordinario?
Non
fanno
così
anche
i
pagani?
48Siate
voi
dunque
perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste.
Mt 25, 31-46
31Quando
il
Figlio
dell’uomo
verrà
nella
sua
gloria
con
tutti
i
suoi
angeli,
si
siederà
sul
trono
della
sua
gloria.
32E
saranno
riunite
davanti
a
lui
tutte
le
genti,
ed
egli
separerà
gli
uni
dagli
altri,
come
il
pastore
separa
le
pecore
dai
capri,
33e
porrà
le
pecore
alla
sua
destra
e
i
capri
alla
sinistra.
34Allora
il
re
dirà
a
quelli
che
stanno
alla
sua
destra:
Venite,
benedetti
del
Padre
mio,
ricevete
in
eredità
il
regno
preparato
per
voi
fin
dalla
fondazione
del
mondo.
35Perché
io
ho
avuto
fame
e
mi
avete
dato
da
mangiare,
ho
avuto
sete
e
mi
avete
dato
da
bere;
ero
forestiero
e
mi
avete
ospitato,
36nudo
e
mi
avete
vestito,
malato
e
mi
avete
visitato,
carcerato
e
siete
venuti
a
trovarmi.
37Allora
i
giusti
gli
risponderanno:
Signore,
quando
mai
ti
abbiamo
veduto
affamato
e
ti
abbiamo
dato
da
mangiare,
assetato
e
ti
abbiamo
dato
da
bere?
38Quando
ti
abbiamo
visto
forestiero
e
ti
abbiamo
ospitato,
o
nudo
e
ti
abbiamo
vestito?
39E
quando
ti
abbiamo
visto
ammalato
o
in
carcere
e
siamo
venuti
a
visitarti?
40Rispondendo,
il
re
dirà
loro:
In
verità
vi
dico:
ogni
volta
che
avete
fatto
queste
cose
a
uno
solo
di
questi
miei
fratelli
più
piccoli,
l’avete
fatto
a
me.
41Poi
dirà
a
quelli
alla
sua
sinistra:
Via,
lontano
da
me,
maledetti,
nel
fuoco
eterno,
preparato
per
il
diavolo
e
per
i
suoi
angeli.
42Perché
ho
avuto
fame
e
non
mi
avete
dato
da
mangiare;
ho
avuto
sete
e
non
mi
avete
dato
da
bere;
43ero
forestiero
e
non
mi
avete
ospitato,
nudo
e
non
mi
avete
vestito,
malato
e
in
carcere
e
non
mi
avete
visitato.
44Anch’essi
allora
risponderanno:
Signore,
quando
mai
ti
abbiamo
visto
affamato
o
assetato
o
forestiero
o
nudo
o
malato
o
in
carcere
e
non
ti
abbiamo
assistito?
45Ma
egli
risponderà:
In
verità
vi
dico:
ogni
volta
che
non
avete
fatto
queste
cose
a
uno
di
questi
miei fratelli più piccoli, non l’avete fatto a me. 46E se ne andranno, questi al supplizio eterno, e i giusti alla vita eterna».
Lc 10,29-37
29Ma quegli, volendo giustificarsi, disse a Gesù: «E chi è il mio prossimo?». 30Gesù riprese:
«Un
uomo
scendeva
da
Gerusalemme
a
Gerico
e
incappò
nei
briganti
che
lo
spogliarono,
lo
percossero
e
poi
se
ne
andarono,
lasciandolo
mezzo
morto.
31Per
caso,
un
sacerdote
scendeva
per
quella
medesima
strada
e
quando
lo
vide
passò
oltre
dall’altra
parte.
32Anche
un
levita,
giunto
in
quel
luogo,
lo
vide
e
passò
oltre.
33Invece
un
Samaritano,
che
era
in
viaggio,
passandogli
accanto
lo
vide
e
n’ebbe
compassione.
34Gli
si
fece
vicino,
gli
fasciò
le
ferite,
versandovi
olio
e
vino;
poi,
caricatolo
sopra
il
suo
giumento,
lo
portò
a
una
locanda
e
si
prese
cura
di
lui.
35Il
giorno
seguente,
estrasse
due
denari
e
li
diede
all’albergatore,
dicendo:
Abbi
cura
di
lui
e
ciò
che
spenderai
in
più,
te
lo
rifonderò
al
mio
ritorno.
36Chi
di
questi
tre
ti
sembra
sia
stato
il
prossimo
di
colui
che
è
incappato
nei
briganti?».
37Quegli
rispose:
«Chi
ha
avuto
compassione
di
lui».
Gesù
gli disse: «Và e anche tu fà lo stesso».