SteveR Copyright © 2025 - Associazione Amici di Padre Bernard - P.Iva/C.F. 97276740582 - All rights reserved Policy
Maria e l’unità dei Cristiani
LUMEN CHRISTI B 25
L’Enciclica Redemptoris Mater (VII)
Dopo
aver
meditato
sulla
presenza
costante
di
Maria
alla
Chiesa
l’enciclica
si
sofferma
sul
grande
problema
dell’unità
dei
cristiani,
e
ricerca
in
quale
modo
la
Madonna
può
aiutare
la
Chiesa
sul
cammino
dell’unità.
Per
le
Chiese
e
comunità
che
non
aderiscono
pienamente
al
mistero
di
Maria,
ella
deve
essere
esempio
di
“obbedienza
della
fede”;
per
le Chiese orientali, invece, la Madonna costituisce un punto d’incontro privilegiato.
1- Il ruolo di Maria
RM n.29: il problema dell’unità dei cristiani. La contraddizione fra il messaggio dell’unità nella fede e nell’amore e lo stato di divisione dei cristiani.
Maria,
ostacolo
o
aiuto
per
l’unità?
L’unità
non
va
concepita
come
un
accordo
sul
minimo
che
tutti
accettano;
la
fede
forma
un
tutto
organico
e
non
è
il
frutto
di
una
costruzione
umana: essa deve presentare il Disegno salvifico di Dio come si è svolto nella storia. Solo la pienezza della fede può portare all’unità vera.
Ef
4,1-6:
la
pienezza
dell’unità
richiede
la
conformità
nella
fede,
nella
speranza,
nei
sacramenti
perché
solo
così
si
può
entrare
pienamente
nel
Disegno
di
Dio,
il
quale
è
vocazione alla santità ed alla pienezza di vita.
Per
meglio
intendere
questa
esigenza
bisogna
considerare
la
fede
non
un
discorso
ideologico
suscettibile
di
essere
ritoccato
ma
obbedienza
alle
disposizioni
di
Dio.
In
tal
senso
la Madonna appare come il modello dell’obbedienza della fede. Obbedienza difficile ma che fa passare alla verità della vita.
La fede è un fare la verità e non solo aderire a proposizioni astratte.
La Madonna è esempio per la Chiesa perché ne è il tipo: ciò che Maria ha vissuto e fatto, la Chiesa lo fa in quanto è il Corpo mistico di Cristo.
2- La doppia tradizione
La situazione è totalmente diversa per quanto riguarda le Chiese orientali che hanno vivissimo il senso della Madre di Dio.
Le
Chiese
orientali
sono
state
alle
prese
con
molte
tribolazioni
e
persecuzioni
e
hanno
trovato
un
valido
aiuto
nel
ricorso
alla
Madre
di
Dio.
Tale
ricorso
manifesta
infatti
la
fede
nell’Incarnazione del Verbo di Dio. Non si può avere il senso vero dell’Incarnazione senza riconoscere il posto preminente della Madonna.
RM n.31: “Nei momenti… salvifico”.
Un
aspetto
particolare
ma
molto
importante
del
senso
della
Madonna
riguarda
l’arte
iconica.
Se
il
Verbo
di
Dio
si
è
incarnato,
allora
si
è
reso
visibile
e
quindi
può
essere
raffigurato per mezzo delle immagini.
RM n.33: “Ricorre quest’anno… della storia”.
Sottolineiamo soltanto come il senso del sacro si manifesti attraverso le icone. In tale senso si può dire che “la bellezza salverà il mondo”.
Passi Scritturistici
RM n.29
«Lo
Spirito
suscita
in
tutti
i
discepoli
di
Cristo
desiderio
e
attività,
affinché
tutti,
nel
modo
da
Cristo
stabilito,
pacificamente
si
uniscano
in
un
solo
gregge
sotto
un
solo
pastore».
Il
cammino
della
Chiesa,
specialmente
nella
nostra
epoca,
è
marcato
dal
segno
dell’ecumenismo:
i
cristiani
cercano
le
vie
per
ricostruire
quell’unità,
che
Cristo
invocava
dal
Padre
per
i
suoi
discepoli
il
giorno
prima
della
passione:
«Perché
tutti
siano
una
sola
cosa.
Come
tu,
o
Padre,
sei
in
me
e
io
in
te,
siano
anch’essi
una
sola
cosa,
perché
il
mondo
creda
che
tu
mi
hai
mandato»
(Gv
17,21).
L’unità
dei
discepoli
di
Cristo,
dunque,
è
un
grande
segno
dato
per
suscitare
la
fede
del
mondo,
mentre
la
loro
divisione
costituisce
uno
scandalo.
Il
movimento
ecumenico,
sulla
base
di
una
più
lucida
e
diffusa
consapevolezza
dell’urgenza
di
pervenire
all’unità
di
tutti
i
cristiani,
ha
trovato
da
parte
della
Chiesa
cattolica
la
sua
espressione
culminante
nell’opera
del
Concilio
Vaticano
II:
occorre
che
essi
approfondiscano
in
se
stessi
ed
in
ciascuna
delle
loro
comunità
quell’«obbedienza
della
fede»,
di
cui
Maria
è
il
primo
e
più
luminoso
esempio.
E
poiché
ella
«brilla
ora
innanzi
al
pellegrinante
popolo
di
Dio,
quale
segno
di
sicura
speranza
e
di
consolazione»,
«per
il
santo
Concilio
è
di
grande
gioia
e
consolazione
che
anche
tra
i
fratelli
disuniti
ci
siano
di
quelli
che
tributano
il
debito
onore
alla
Madre
del
Signore
e
Salvatore,
specialmente
presso
gli
Orientali».
Ef 4,1-6
1Vi
esorto
dunque
io,
il
prigioniero
nel
Signore,
a
comportarvi
in
maniera
degna
della
vocazione
che
avete
ricevuto,
2con
ogni
umiltà,
mansuetudine
e
pazienza,
sopportandovi
a
vicenda
con
amore,3cercando
di
conservare
l’unità
dello
spirito
per
mezzo
del
vincolo
della
pace.
4Un
solo
corpo,
un
solo
spirito,
come
una
sola
è
la
speranza
alla
quale
siete
stati
chiamati,
quella
della
vostra
vocazione;
5un
solo
Signore,
una
sola
fede,
un
solo
battesimo.
6Un
solo
Dio
Padre
di
tutti,
che
è
al
di
sopra
di
tutti,
agisce
per
mezzo
di
tutti
ed
è presente in tutti.
RM n.31
Nei
momenti
difficili
della
loro
travagliata
esistenza
cristiana
«essi
si
sono
rifugiati
sotto
il
suo
presidio»,
consapevoli
di
avere
in
lei
un
aiuto
potente.
Le
Chiese
che
professano
la
dottrina
di
Efeso,
proclamano
la
Vergine
«vera
Madre
di
Dio»,
poiché
«il
Signore
nostro
Gesù
Cristo,
nato
dal
Padre
prima
dei
secoli
secondo
la
divinità,
negli
ultimi
giorni
egli
stesso, per noi e per la nostra salvezza, fu generato da Maria Vergine Madre di Dio secondo l’umanità».
I
Padri
greci
e
la
tradizione
bizantina,
contemplando
la
Vergine
alla
luce
del
Verbo
fatto
uomo,
hanno
cercato
di
penetrare
la
profondità
di
quel
legame
che
unisce
Maria,
in
quanto Madre di Dio, a Cristo e alla Chiesa: la Vergine è una presenza permanente in tutta l’estensione del mistero salvifico.
RM n.33
Ricorre
quest’anno
[1987]
il
XII
centenario
del
Concilio
Ecumenico
Niceno
II
(a.
787),
nel
quale,
a
conclusione
della
nota
controversia
sul
culto
delle
sacre
immagini,
fu
definito
che,
secondo
il
magistero
dei
santi
Padri
e
la
tradizione
universale
della
Chiesa,
si
potevano
proporre
alla
venerazione
dei
fedeli,
unitamente
alla
Croce,
anche
le
immagini
della
Madre
di
Dio,
degli
Angeli
e
dei
Santi
sia
nelle
chiese
che
nelle
case
e
lungo
le
strade.
Quest’uso
si
è
conservato
in
tutto
l’Oriente
e
anche
in
Occidente:
le
immagini
della
Vergine
hanno
un
posto
d’onore
nelle
chiese
e
nelle
case.
Maria
vi
è
raffigurata
o
come
trono
di
Dio,
che
porta
il
Signore
e
lo
dona
agli
uomini
(Theotókos),
o
come
via
che
conduce
a
Cristo
e
lo
mostra
(Odigitria),
o
come
orante
in
atteggiamento
di
intercessione
e
segno
di
divina
presenza
sul
cammino
dei
fedeli
fino
al
giorno
del
Signore
(Deisis),
o
come
protettrice
che
stende
il
suo
manto
sui
popoli
(Pokrov),
o
come
misericordiosa
Vergine
della
tenerezza
(Eleousa).
Ella
è
di
solito
rappresentata
con
suo
Figlio,
il
bambino
Gesù
che
porta
in
braccio:
è
la
relazione
col
Figlio
che
glorifica
la
Madre.
A
volte
ella
lo
abbraccia
con
tenerezza
(Glykofilousa);
altre
volte
ieratica,
ella
sembra
assorta
nella
contemplazione di colui che è il Signore della storia (Ap 5,9-14).